A. 02.2. Due stemmi a confronto: quelli di mons. Menna e di mons. Volta

 Due stemmi a confronto,

segno di un'ecclesiologia rinnovata

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(a cura di Anna Orlandi Pincella)

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stemma

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Mons. Menna era il vescovo che mons. Volta aveva più amato: lo disse espressamente il giorno in cui gli fu posta la domanda diretta: “Tra tutti i suoi vescovi, chi è il prediletto?” La risposta fu netta e immediata: “Menna”.

Nessuna meraviglia dunque che, nella progettazione del proprio stemma, il pensiero sia corso a quello del presule che l'aveva ordinato presbitero. Era stato nominato vescovo da Pio XI nel 1928, cioè 48 anni prima di lui. E tra i due episcopati c’era stato il Concilio Vaticano II.

Le analogie dei due stemmi sono evidenti: entrambi sono sorretti dalla croce; in entrambi lo sfondo è diviso in due campiture – una verde e una azzurro/blu – connesse da un elemento architettonico; nelle due campiture superiori splende la stella di Davide.

Altrettanto evidenti sono le differenze: oltre alla diversa grafica (più lineare e sobria quella "moderna") si nota subito che la tiara e il pastorale, segni della dignità episcopale che sovrastano l’uno, nell’altro sono spariti dando maggior risalto alla croce, unico segno dell’episcopato.

La stella si è spostata sul mezzo, in asse con la croce, e non splende nel cielo turchino ma nel verde del mondo: il tempo dell’attesa è compiuto, le profezie si sono realizzate nell'avvento del Messia, che  si è incarnato e - morto e risorto - continua a vivere con noi, nel mondo.

E – Concilio insegna – la Chiesa non è fortezza inespugnabile, invincibile baluardo di difesa del bene contro il male, ma piuttosto ponte che unisce le diverse sponde perchè tutti possano bere di quell'acqua che disseta per sempre.

“Clareat et inflammet”. L’auspicio di luce e di ardore è formulato in terza persona: protagonista è Dio; a Lui si chiede che dal cielo infonda luce e calore nei cuori dei credenti.

“In Verbo Tuo”: c’è qualcuno che va, che dice e che opera sulla Parola di un Altro: c'è una mediazione. 

Nel primo caso Cielo e terra sono separati: dal Cielo la grazia “scende” direttamente sulla sottostante Chiesa turrita; nel secondo sono collegati da qualcuno "mandato" ad unire, ad annunciare ad ogni uomo la salvezza in nome di un Altro. È la Chiesa attraverso la successione apostolica, ponte “ut unum sint”.