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GIOVANNI VOLTA

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Accoglienza e rifiuto alla vigilia della Pasqua

S. Maria del Gradaro, sabato 11- 04 -2009

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SOMMARIO                         

1. Il Vangelo via d’incontro

2. Scelta di un momento prospettico: la cena di Betania

3. Il racconto dei tre evangelisti

   3.1. Marco 14,1-11

   3.2. Matteo 26,3-16

   3.3. Giovanni 12,1-11

4. L’incontro e lo scontro di Gesù a una cena

5. La cornice di quello storico evento

6. La donna e il profumo prezioso

7. Le note fondamentali di tutta la passione

8. Il controcanto di Gesù Cristo

Preghiera

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        Attraverso il Vangelo vogliamo metterci sulla strada della Pasqua del Signore e in essa scoprire e vivere la nostra Pasqua, perché è partendo dalla sua che scopriamo la nostra.

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1. Il Vangelo via d’incontro

       Il Vangelo, buona novella, ci presenta la rivelazione di Dio all’uomo nella nostra carne e nello stesso tempo ci rivela l’uomo nella sua storia.

        “Cristo, il nuovo Adamo, proprio rivelando il mistero del Padre e del suo amore svela anche pienamente l’uomo all’uomo e gli fa nota la sua altissima vocazione” (Gaudium et Spes n.22; cf. Dei Verbum n.2).

Di qui i due sguardi che s’incrociano e costantemente si richiamano nella nostra ricerca del senso della vita.

I Vangeli con prospettive diverse presentano molteplici testimonianze del medesimo mistero cristiano, che resta sempre più grande delle nostre parole e che, pur esprimendosi in varie forme e modi, non perde per questo la sua profonda unità.

“Poiché Dio nella sacra Scrittura ha parlato per mezzo di uomini alla maniera umana, l’interprete della sacra Scrittura, per vedere bene ciò che egli ha voluto comunicarci, deve ricercare con attenzione che cosa gli agiografi in realtà hanno inteso significare e che cosa a Dio è piaciuto manifestare con le loro parole” (Dei Verbum n.12).

“Per ricavare con esattezza il senso dei sacri testi, si deve badare con non minore diligenza al contenuto e alla unità di tutta la Scrittura” (ivi).

La sacra Scrittura, perché ispirata da Dio, non è semplicemente testimone di fatti passati, ma viva parola rivolta oggi da Dio agli uomini.

“Nei libri sacri… il Padre che è nei cieli viene con molta amorevolezza incontro ai suoi figli ed entra in conversazione con loro; nella parola di Dio poi è insita tanta efficacia e potenza da essere sostegno e vigore della chiesa, e per i figli della chiesa saldezza della fede, cibo dell’anima, sorgente pura e perenne della vita spirituale” (Dei Verbum n.21).

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2. Scelta di un momento prospettico: la cena di Betania.

La cena di Gesù a Betania in casa di Simone è narrata da tutti e quattro gli evangelisti: tre la presentano alla vigilia della passione di Gesù (Marco 14,1-11; Matteo 26,3-16; Giovanni 12,1-11), e uno (Luca 7,36-50) in un altro contesto e con notevoli varianti.

Noi terremo presenti solo il racconto dei primi tre evangelisti, non per farne una esegesi approfondita, ma solo per rilevarne alcune note fondamentali, pur nella diversità delle rispettive collocazioni e del rilievo dato ai vari personaggi: Matteo parla di discepoli che si sdegnano; Marco di alcuni; Giovanni non nomina Simone, cita Lazzaro, Marta e Maria presenti, precisa che Giuda protestò contro quello spreco.

Il momento prospettico è particolarmente significativo:

- l’accerchiamento dei nemici di Gesù s’accentua: dai sommi sacerdoti e dai farisei, a Giuda, alla non comprensione di qualche discepolo;

- in quel contesto un grande gesto di amore s’impone, quello di una donna, proiettato verso la croce sulla quale Gesù darà se stesso per la salvezza degli uomini.

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3. Il racconto dei tre evangelisti

3.1. Marco 14,1-11

Mancavano due giorni alla Pasqua e agli Azzimi, e i capi dei sacerdoti e gli scribi cercavano il modo di catturarlo con un inganno per farlo morire. Dicevano infatti: non durante la festa, perché non ci sia una rivolta del popolo.

Gesù si trovava a Betania, nella casa di Simone il lebbroso. Mentre era a tavola, giunse una donna che aveva un vaso di alabastro, pieno di profumo di puro nardo, di grande valore. Ella ruppe il vaso di alabastro e versò il profumo sul suo capo. Ci furono alcuni, tra loro, che si indignarono: “Perché questo spreco di profumo? Si poteva venderlo per più di trecento denari e darli ai poveri!” Ed erano infuriati contro di lei.

Allora Gesù disse: “Lasciatela stare; perché la infastidite? Ha compiuto un’azione buona verso di me. I poveri infatti li avete sempre con voi e potete far loro del bene quando volete, ma non sempre avete me. Ella ha fatto ciò che era in suo potere, ha unto in anticipo il mio corpo per la sepoltura. In verità io vi dico: dovunque sarà proclamato il Vangelo, per il mondo intero, in ricordo di lei si dirà anche quello che ha fatto.”

Allora Giuda Iscariota, uno dei Dodici, si recò dai capi dei sacerdoti per consegnare loro Gesù. Quelli, all’udirlo, si rallegrarono e promisero di dargli del denaro. Ed egli cercava come consegnarlo al momento opportuno.

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3.2. Matteo 26,3-16

         “Allora i capi dei sacerdoti e gli anziani del popolo si riunirono nel palazzo del sommo sacerdote, che si chiamava Caifa, e tennero consiglio per catturare Gesù con un inganno e farlo morire. Dicevano però: “Non durante la festa, perché non avvenga una rivolta fra il popolo.”

         Mentre Gesù si trovava a Betania, in casa di Simone il lebbroso, gli si avvicinò una donna che aveva un vaso di alabastro, pieno di profumo molto prezioso, e glielo versò sul capo mentre egli stava a tavola. I discepoli, vedendo ciò, si sdegnarono e dissero: “Perché questo spreco? Si poteva venderlo per molto denaro e darlo ai poveri!”

Ma Gesù se ne accorse e disse loro: “Perché infastidite questa donna? Ella ha compiuto un’azione buona verso di me. I poveri infatti li avete sempre con voi, ma non sempre avete me. Versando questo profumo sul mio corpo, lei lo ha fatto in vista della mia sepoltura. In verità io vi dico: “Dovunque sarà annunciato questo Vangelo, nel mondo intero, in ricordo di lei si dirà anche ciò che ella ha fatto.”

         Allora uno dei Dodici, chiamato Giuda Iscariota, andò dai capi dei sacerdoti e disse: “Quanto volete darmi perché io ve lo consegni?” E quelli gli fissarono trenta monete d’argento.

Da quel momento cercava l’occasione propizia per consegnarlo.

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3.3. Giovanni 12,1-11

Sei giorni prima della Pasqua, Gesù andò a Betania, dove si trovava Lazzaro, che egli aveva resuscitato dai morti. E qui fecero per lui una cena: Marta serviva e Lazzaro era uno dei commensali.

Maria allora prese trecento grammi di profumo di puro nardo, assai prezioso, ne cosparse i piedi di Gesù, poi li asciugò con i suoi capelli, e tutta la casa si riempì dell’aroma di quel profumo. Allora Giuda Iscariota, uno dei suoi discepoli, che stava per tradirlo, disse: “Perché non si è venduto questo profumo per trecento denari e non si sono dati ai poveri?” Disse questo non perché gli importasse dei poveri, ma perché era un ladro e, siccome teneva la cassa, prendeva quello che vi mettevano dentro.

Gesù allora disse: “Lasciala fare, perché ella lo conservi per il giorno della mia sepoltura. I poveri infatti li avete sempre con voi, ma non sempre avete me.”

Intanto una grande folla di Giudei venne a sapere che egli si trovava là e accorse, non solo per Gesù, ma anche per vedere Lazzaro che egli aveva risuscitato dai morti.

I capi dei sacerdoti allora decisero di uccidere anche Lazzaro, perché molti Giudei se ne andavano a causa di lui e credevano in Gesù.

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4. L’incontro e lo scontro di Gesù a una cena

       Abituati alle grandi manifestazioni, rimaniamo sorpresi che il Signore si sia rivelato in situazioni semplici, umili, come quella sera a cena in casa di Simone il lebbroso.

Già cose simili erano avvenute a Cana di Galilea, nelle case di Zaccheo e di Pietro, lungo la strada nell’incontro con ciechi, lebbrosi, bambini, nella sua nascita a Betlemme, nella sua vita a Nazaret.

Un richiamo per tutti a saper vedere e ad essere vigilanti nel nostro sguardo, nel nostro udito. Inaspettatamente ci può venire una parola, un segno determinanti per la nostra vita. Molti suoi incontri avvengono ai nostri occhi come per caso, mentre nella realtà possono assumere un ruolo decisivo nella nostra vita.

Riflettiamo per vedere come questo stile di Dio è di insegnamento anche per noi. Molte volte ci affascina la notorietà, meno l’autenticità; altre volte l’impressione di avere ancora molto tempo a disposizione ci può spingere a trascurare molte occasioni di bene per noi.

In quel frammento di tempo e di spazio, la cena a Betania, troviamo un groviglio che tante volte si ripete nella vita, preludio alla passione di Gesù Cristo.

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5. La cornice di quello storico evento

        Marco, Matteo e Giovanni sottolineano la trama di tradimento che si va intessendo intorno a Gesù e che si svilupperà durante tutta la sua passione.

- I sommi sacerdoti e Giuda preparano la sua cattura e la sua morte, mentre il Salvatore è al centro come amico invitato.

- I capi sono schierati per difendere la legge, infranta a loro giudizio più volte da Gesù, come quando compie miracoli in giorno di sabato. E la difesa della legge coincide con la difesa della loro autorità.

- Giuda è particolarmente attratto dal denaro.

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6. La donna e il profumo prezioso

In questo quadro irrompe una donna, Maria, con un vaso di profumo preziosissimo. Lo versa in capo a Gesù.

La gratuità, messa in risalto da quel gesto inaspettato, si pone in contrasto con l’egoismo, col calcolo di chi guarda Gesù come un antagonista, oppure come semplice occasione per un proprio interesse.

       Gesù ne prende la difesa. La gratuità è la prima ragione della sua vita. (Ricordate le parole di Gesù all’implicita domanda di Nicodemo: perché la redenzione, perché la sua passione e morte? Dio ha tanto amato il mondo da mandare il suo Figlio unigenito: non per condannare il mondo, ma per salvarlo).

       E lega quel profumo alla sua prossima morte, all’amore senza misura.

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7. Le note fondamentali di tutta la passione

       Che cosa ha mosso gli uomini a condannare Gesù, a chiederne la morte, a crocifiggerlo? La ragione più profonda non sta solitamente nelle parole che si dicono, ma nei gesti che si compiono.

       Ecco una bozza degli stati d’animo che hanno ispirato i comportamenti dei protagonisti della passione di Gesù: la presunzione del potere e la difesa del proprio status (farisei e sommi sacerdoti), la cupidigia del denaro (Giuda), la presunzione della propria virtù e fortezza (Pietro), la viltà nascosta nell’anonimato (il popolo), l’arbitrarietà e la menzogna di chi ha il potere (Pilato).

       Nell’animo di ogni uomo sonnecchiano queste passioni,

queste viltà, che tante volte esplodono. Fu famosa un tempo una predica di don Primo Mazzolari in cui chiamò Giuda “nostro fratello”. Gesù aveva parlato un giorno dello scandalo di chi vede la pagliuzza nell’occhio del fratello, dimenticando la trave che sta nel proprio.

        Se fossero solo queste le note della passione, ci sarebbe da disperare. Ma tra esse suona una nota che le sovrasta tutte: l’amore intrepido e misericordioso di Gesù Cristo. Una nota che percorre tutta la vita pubblica del Maestro.

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8. Il controcanto di Gesù Cristo

       Il titolo più alto non è quello di avere, ma di amare: vedi la lavanda dei piedi, il dono dell’Eucaristia, la morte in croce anche per i suoi nemici, il suo precetto: amatevi come io vi ho amato. Qui sta tutta la legge.

        Si tratta del compimento in Lui della parabola del Samaritano e di quella del figliol prodigo.

Quella sera nella casa di Simone il lebbroso sono presenti i germi di tutta la passione nel contrasto tra accoglienza e rifiuto, tra volontà di vita e volontà di morte, tra dono e possesso.

       Un contrasto che avrà momenti esemplari, come quando lo sguardo di Gesù incrocia quello di Pietro nel cortile del sommo sacerdote Caifa, o come accade ai piedi della croce, quando il centurione romano, vedendo come Gesù è morto, esclama: costui è veramente il Figlio di Dio.

Non si tratta semplicemente della storia di altri, ma della nostra stessa storia personale.

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Preghiera

Mi prende lo stupore, Signore,

mettendomi alla tua tavola

in casa di Simone quella sera

ormai alla vigilia della tua passione

e morte in croce.

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Sei presente come amico

e gli uomini pensano al loro interesse.

Stai per dare la tua vita

e gli uomini pensano di guadagnare

vendendoti.

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Solo una donna sfida

l’indifferenza di molti

e dona un profumo

che invade tutta la casa,

quale risposta

alla gratuità del tuo amore.

- Un segno per il futuro - le dirai.

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E tu, Signore,

quando ti cercherà tra i morti,

le verrai incontro, Risorto,

e la chiamerai per nome – Maria! -

chiedendole di annunciarlo

a tutti i suoi fratelli.

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- Solo chi ti ama,

dirai un giorno a Pietro,

può essere tuo testimone -.

Da’ anche a noi di saperti amare

con quella stessa misura.

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