1990 Pv,Giornata mondiale delle vocazioni

Messaggio per la Giornata mondiale delle Vocazioni

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Un desiderio profondo anima costantemente la vita dell'uomo: stabilire un rapporto personale con qualcuno. L'essere accolti, chiamati per nome, I'essere riconosciuti, amati per se stessi è un'aspirazione che accompagna sempre la nostra esistenza.

È del bambino che cerca sempre vicino a sé un volto conosciuto ed amico che lo rassicuri; è del vecchio che si rallegra tutte le volte che qualcuno s'interessa di lui, l'ascolta, gli rivolge la parola; è del giovane che costantemente cerca luoghi d'incontro, anche se poi tante volte ne torna più solo di prima.

La giornata mondiale delle vocazioni vuole ricordare ad ogni uomo che Dio chiama personalmente ciascuno di noi, anche se tante volte non riusciamo a vedere dove porta il suo disegno.

Quest'anno per ricordare questo fatto tanto decisivo nella nostra vita abbiamo tenuto i nostri incontri di riflessione e di preghiera dei giovani in Duomo meditando sulla verità: Dio ci chiama e noi diventiamo qualcuno.

Vi sono delle chiamate che riguardano momenti della nostra vita, come per esempio il bisogno di una persona, alcuni giorni di ritiro, di silenzio, una gioia, un dolore. Vi sono delle chiamate che possono impegnare tutta la vita, vedi il matrimonio, vedi anche la propria consacrazione a Dio nella vita religiosa, nel servizio sacerdotale.

Ho conosciuto diversi ragazzi e ragazze che hanno fatto questa scelta, e posso dire che sono diventati ragione di speranza per molti altri giovani. Sì, perché si tocca con mano che il Signore continua a compiere anche tra i giovani d'oggi il prodigio di una scelta di vita spesa non per sé stessi, ma per gli altri.

Mi auguro che tutti siamo in ascolto di questa voce “esigente” e “creativa”. La Madonna, che per un'antica tradizione popolare noi veneriamo particolarmente in questo mese di maggio, ci sia di esempio in questo cammino di fede secondo i suoi vari passi: nello stupore dell'annunciazione, nella dedizione della sua visita alla cugina Elisabetta, nella gioia del Natale, nella trepidazione di Gesù bambino al tempio, nell'angoscia della perdita di Gesù, nella preghiera a Cana di Galilea, nel dolore ai piedi della croce, nell'esultanza dell'incontro con il suo Figlio risorto da morte.

                                                

Pavia, 5 maggio 1990                                              + Giovanni Volta, Vescovo