1991. Educazione questione cristiana, questione civile.

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Villa CagnolaVilla Cagnola, Gazzada (Varese)

                                  

Atti del Convegno

“Educazione, questione cristiana, questione civile”

Quaderni della Gazzada, 1991

Prefazione di mons. Giovanni Volta

Contributi di

G. Angelini, G. Colombo, C. Fedeli, C. Scurati, P. A. Sequeri, R. Tonelli, P. Viotto.

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In un tempo di accelerata evoluzione dei sistemi e dei costumi di vita qual è il nostro, di moltiplicazione dei persuasori occulti e manifesti, l'impegno educativo pone vari interrogativi teorici e pratici alla Chiesa e alla Società.

Il “diventare” dell'uomo sta al centro della nostra vita, specialmente dei più giovani, coinvolge la famiglia, la scuola, la parrocchia, i gruppi, le strutture della società, implica un giudizio sul valore dell’esistenza e del suo fine. Per il cristiano esso fa riferimento alla stessa vita che Dio ci ha partecipato in Gesù Cristo, alla pedagogia di Dio nei nostri riguardi, e alla mediazione della Chiesa. Per un verso la crescita dell'uomo sta nelle sue mani, per un altro essa è condizionata da mille fattori diversi. Così l'educazione umana è frutto di sapere e di arte, di collaborazione e di scelte personali, è dono e impegno.

Di qui la necessità di guardare alla educazione nel nostro tempo da diversi punti di vista, che possono andare dal rilievo fenomenologico all'apporto delle scienze umane, alla luce della teologia, all'esperienza e al sapere pastorale.

L'Istituto Superiore di Studi Religiosi della “Gazzada”, sempre attento ai problemi che toccano la fede cristiana nel suo impatto con la cultura del tempo, ha promosso un seminario di studio sulla “questione” dell'educazione sotto il profilo cristiano e civile, ritenendo che si tratti di un problema che in parte si è andato oscurando nella cultura e nei comportamenti della nostra società.

Non si tratta di proporre alcune ricette di comportamento, ma di cogliere alcuni punti nodali del problema, per sollecitare un ripensamento critico della nostra visione dell'educazione che si apra ad una prassi più illuminata. La relazione di Giuseppe Angelini aveva lo scopo di presentare un quadro fenomenologico di fronte al quale i presenti in qualche modo reagissero in base alla loro competenza ed esperienza.

Gli interventi di C. Scurati, di C. Fedeli, di P. Viotto si proponevano di fare il punto sulle possibilità e i limiti delle scienze dell'educazione. P. A. Sequeri ha affrontato la prospettiva teologica sul problema dell'educare, mentre R. Tonelli si è soffermato su la sua dimensione pastorale.

G. Colombo, che ha presieduto il dibattito, ne ha tirato alcune conclusioni.

Il seminario di studio aveva la presunzione di ripensare un problema antico rivisto nel nostro tempo. Mi auguro che la sua pubblicazione partecipi anche ad altri questa sua ambizione, ed orienti efficacemente scelte operative.

30 giugno 1991                                                                      Giovanni Volta