1998 Pv. Giovani in cerca di uno "sballo" che porta a Dio. "Il Giorno", 14 giugno

Giovani in cerca di uno “sballo” che porta a Dio

“Il Giorno”, 14-06-1998

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Introduzione del giornalista:

Roberto Baggio, idolo di questi giorni, è buddista e non fa mistero di trovare forza e serenità in questa sua condizione spirituale. E Baggio in particolare è un idolo per molti giovani. Altri idoli sono i Rolling Stone, che stanno per arrivare a Milano, ma anche Che Guevara, o gli ispiratori del misticismo della New Age, una specie di grande supermercato dell’anima, dove confluiscono stimoli e ispirazioni divario genere. Insomma, c'è in giro una grande voglia di punti di riferimento, di guide. C'è bisogno di credere in qualcosa, soprattutto da parte di chi viene spesso accusato di non credere in niente, e di consumare la propria testa in discoteca. In questa prospettiva come risponde la Chiesa?

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Commento di mons. Giovanni Volta:

Sono usciti in questi ultimi anni diversi studi e inchieste sulla spiritualità dei giovani con dati che sembrano contraddire i pareri di una certa opinione pubblica. Incontro spesso degli adulti che mi dicono: i giovani d'oggi non sono più come quelli di un tempo, intendendo che sono peggiorati sotto il profilo religioso e morale. Le inchieste invece ci dicono che essi sentono il fascino della religiosità, molti di essi sono anche praticanti e coltivano ideati di dedizione agli altri.

Non è facile diagnosticare un convincimento e un atteggiamento che nascono dalla profondità della persona umana e che possono manifestarsi a vari livelli espressivi, con alti e bassi propri di un impegno che trova nell'uomo ora disponibilità per il suo bisogno di andare oltre l'immediato, ora difficoltà per i doveri che ne possono derivare. Prendiamo per esempio un fattore che mi pare ispiri largamente la cultura contemporanea e in particolare le scelte dei giovani come la soggettività. Per un verso questa può portare a prendere i desideri come misura fondamentale della propria vita e quindi a non cercare fuori di se una fondazione dell'etica e della propria esistenza. La stessa soggettività può spingere i giovani, gli uomini a crearsi un Dio a propria immagine e somiglianza.

L’attenzione alla propria soggettività può però portare l'uomo a cercare e ad incontrare Colui dal quale viene la nostra vita. In questo caso paradossalmente la soggettività spinge l'uomo ad incontrare l'Altro. Ora a me pare che oggi molti giovani oscillino tra questi diversi esiti che possono venire dalla riscoperta della propria soggettività. Paradossalmente una certa esteriorità gridata può risvegliare una esigenza che può assopirsi nell'animo dell'uomo, ma non può morire.