2000 Pv. Giornata delle vocazioni

Giovanni Volta

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GIORNATA DELLE VOCAZIONI

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IMPORTANZA DEL SEGUIRE LA PROPRIA STRADA *

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Un giorno durante la visita pastorale sono andato a visitare una scuola materna. C’erano molti bambini ed io mi sono intrattenuto per poco tempo con essi. Al pomeriggio sono entrato in una casa e una bambina mi è venuta incontro chiedendomi: ti ricordi di me? Mi aveva visto quella mattina all’asilo ed ora voleva verificare se io mi ero accorto della sua presenza.Le ho detto di sì, ma era una mezza bugia. Ed ho pensato: quanto importante è il rapporto con gli altri, fino a rendere una persona felice o infelice. Lo vediamo ogni giorno. Noi però tante volte siamo distratti, ci dimentichiamo, non riusciamo ad avere attenzione e memoria per tutti. Iddio invece si ricorda bene di ciascuno di noi, anzi lui sta all’inizio della nostra storia, poiché personalmente ci chiama e la sua chiamata ci costituisce così che rispondendo a lui noi realizziamo la nostra esistenza.

Il riflettere sulla chiamata di Dio, l’impegnarci a rispondervi, il coltivarla con fedeltà significa perciò comprendere e coltivare il cuore della nostra vita. Un teologo è giunto a definire l’uomo: “ascoltatore della Parola di Dio”.

Ma perché ciò si compia è necessario saper stare in ascolto di quello che Dio ci dice, ci chiede; coltivare il silenzio e l’attenzione necessaria; in particolare essere disposti a mettere in pratica la volontà di Dio e vivere in amicizia con Lui. Per comprendere una voce occorre essere in sintonia con essa.

Chi non presta attenzione non discerne le voci, in mezzo al frastuono le parole si confondono, quando non si è disposti a fare determinate scelte risultano inefficaci gli inviti. Questo accade nei rapporti tra gli uomini, tanto più con Dio.

Ogni educatore, incominciando dai genitori, ha il compito non di imporre un proprio disegno, ma di aiutare ciascun ragazzo, ciascun giovane a scoprire e a vivere il disegno che Dio ha posto nella sua vita. Questo è il senso di aver dedicato una giornata alla presa di coscienza che ogni persona è “chiamata” e non abbandonata o semplicemente “gettata” nel mondo.

Vorrei che ogni ragazzo, che ogni nostro giovane pavese scoprisse questa radice della grandezza della sua vita, la coltivasse, vi si impegnasse, sottraendosi agli incantesimi delle mille sirene che può incontrare sul proprio cammino; e che le famiglie, gli educatori non pretendano mai di farsi padroni della loro vita, ma servitori della loro autentica libertà, quella di diventare risposta alla chiamata che Dio ha posto nella loro persona.

* articolo di cui è disponibile per ora solo il file (data di creazione 09-05-2000), rinvenuto in una non meglio precisata cartella “Articoli” del computer di mons. Volta. Al momento non è dato sapere dove sia stato pubblicato. (a.o.p.)