Giovanni Volta

                                      

Decalogo oratori

                   

"L'oratorio dà al ragazzo la percezione dell'unità tra i vari impegni della vita umana e cristiana: poiché è 'soggetto' responsabile - e non semplice contenitore di attività formative, culturali, missionarie, caritative e ricreative - mostra il volto umano della Chiesa perché si prende cura delle varie esigenze dei ragazzi, favorisce il dialogo e la conoscenza reciproca tra i giovani perché luogo dove ci si può fermare a lungo e si è invitati a farsi corresponsabili e attivi, permette l’accostamento anche dei ragazzi in crisi perché offre varie forme di accoglienza.

Ma per realizzare questo suo compito l'oratorio deve avere un proprio regolamento che ne sottolinei le finalità educative, un orario per essere ordinato, un programma di attività che comprenda momenti formativi e ricreativi perché i ragazzi si sentano impegnati, la presenza costante di qualche educatore che faccia da punto di riferimento e le strutture non risultino luogo di uso per chiunque e per qualunque cosa".

(cfr. Il Vescovo " Esame e proposta di un cammino: il nostro impegno nella pastorale giovanile", 1994 n. 4.3.4.).

                                      

1. Nato dalla passione educativa della Chiesa, l'oratorio è un luogo e soprattutto un ambiente istituito per la crescita umana e cristiana dei ragazzi e dei giovani del proprio territorio. Un ambiente è formato, prima che dalle mura e dai luoghi che lo distinguono, dalle persone che lo frequentano.

                      

2. Il suo fine educativo lo raggiunge attraverso attività ricreative, caritative, culturali e religiose, svolte secondo un disegno graduale, organico e costante, che tiene conto dell'età, dei problemi e delle possibilità di chi lo frequenta, avendo presenti le indicazioni date in diocesi per la pastorale giovanile (cfr. "Indicazioni per la pastorale dei ragazzi" 1992; "Verso il mare aperto" 1993; "Esame e proposta di un cammino: il nostro impegno per la pastorale giovanile" 1994).

                    

3. Il primo responsabile della conduzione dell'oratorio è il parroco. Quando c'è il vicario parrocchiale, questi ne è il rappresentante.

Concorrono in maniera determinante nella gestione educativa dell'oratorio i rispettivi animatori, i catechisti dei ragazzi, le loro famiglie e i ragazzi stessi, poiché l'ambiente educativo è formato primariamente dallo stile delle persone che lo frequentano e dalla cura che ognuno ha dell'altro. E' molto importante poi che il ragazzo senta in oratorio e in famiglia un omogeneo discorso educativo. Per favorire la collaborazione della parrocchia nella conduzione dell'Oratorio è opportuno che venga costituito un consiglio dell'oratorio con le persone che vi si dedicano.

                            

4. Perché l'oratorio possa raggiungere le proprie finalità i responsabili della sua conduzione all'inizio di ogni anno pastorale stabiliranno un programma di massima delle proprie attività religiose (preghiera e catechesi), culturali, caritative e ricreative, e fisseranno gli orari di apertura e di chiusura dei locali. Al programma educativo e agli orari dell'oratorio e al suo responsabile devono sottostare le eventuali associazioni sportive che vi operassero.

                    

5. Pur essendo i ragazzi protagonisti e non solo fruitori della vita dell'oratorio, non dovrà mai mancare tra di essi la presenza di un adulto responsabile della loro educazione.

                               

6. L'oratorio è aperto a tutti i ragazzi e ai giovani della parrocchia che ne condividono le finalità e ne rispettano le regole. Quelli che lo frequentano dovranno perciò contribuire alla sua animazione, partecipare alle sue iniziative, aver cura della buona conservazione delle cose e dell'ambiente. Chi dovesse recare un qualche danno è tenuto a ripararlo.

                             

7. Il parroco è responsabile non solo morale, ma anche giuridico dell'oratorio, in quanto questo appartiene all'ente parrocchia. Il bilancio economico dell'oratorio rientra di conseguenza in quello globale della parrocchia e quindi è soggetto agli stessi doveri di fedele registrazione, di conoscibilità e di intestazione del conto corrente bancario su cui sono depositati i soldi amministrati.

                       

8. I responsabili della conduzione dell'oratorio avranno cura, per ragioni di giustizia, di rispettare le leggi dello Stato e di attivare le necessarie assicurazioni riguardanti le cose e le persone.

                               

9. Per motivi di coerenza l' oratorio non dovrà rimanere aperto negli orari in cui si svolgono attività religiose o catechistiche alle quali i ragazzi e i giovani sono invitati, oppure attività che hanno rilievo per tutta la parrocchia.

                        

10. E' bene che accanto agli ambienti per i ragazzi e per i giovani vi siano anche dei locali per gli adulti in modo da favorire l'accesso all'oratorio dell'intera famiglia, pur mantenendo distinti i luoghi di accoglienza per gli uni e per gli altri.

Pavia, 15 gennaio 1996

Giovanni Volta

Vescovo di Pavia