APPENDICE AGLI ATTI DEL CONGRESSO EUCARISTICO

Giovanni Volta

Alcune indicazioni pratiche per solennizzare la celebrazione delle sante Messe festive

1. La cura dei vari ministeri

Ogni parrocchia abbia il gruppo dei chierichetti con una persona che li segua (per esempio un laico, una laica, una suora, il curato.. . ).

Vi sia un gruppo di lettori fissi, preparati e non improvvisati.

Ogni parrocchia abbia possibilmente un animatore e direttore dei canti. Questo ministero non si compia dall'ambone, che deve rimanere riservato per la proclamazione della sacra Scrittura.

È auspicabile che ogni parrocchia abbia anche un organista.

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2. Per favorire la partecipazione dei fedeli

Durante la celebrazione è importante che una persona diriga i canti e che vi siano delle brevissime didascalie che introducono le letture della Messa.

È bene che venga portato al celebrante il pane e il vino all'offertorio per sottolineare la partecipazione del popolo di Dio.

All'inizio della Messa principale è opportuno che si celebri il rito dell'aspersione dell'acqua benedetta in memoria del battesimo, sottolineando così il legame tra il battesimo e la celebrazione eucaristica.

I fedeli abbiano a portata di mano il libro dei canti in modo da essere aiutati a partecipare al canto dell'assemblea e si abbia cura che si mantenga un comune patrimonio dei canti sia antichi che nuovi, non trascurando neppure alcuni in latino.

Le preghiere dei fedeli siano ben preparate, intonandole alla festa, e siano recitate dai cristiani presenti.

Gli eventuali gesti caritativi richiesti alla parrocchia siano espressamente collegati con la celebrazione eucaristica in modo da sottolineare il dono a noi di Cristo con i doni dei cristiani.

La comunione eucaristica agli ammarati nel giorno di domenica sia fatta possibilmente al termine della Messa in modo da evidenziare il suo stretto collegamento con il sacrificio eucaristico e con la preghiera della comunità raccolta nel giorno del Signore.

Per facilitare la partecipazione piena all'Eucaristia, tenendo conto del breve tempo di cui solitamente dispone la gente, è bene che mezz'ora prima della santa Messa vi sia sempre un sacerdote in confessionale.

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3. Evidenziare i segni del rito

Vanno ben evidenziati i tre luoghi e segni della celebrazione: l'altare, segno di Cristo; l’ambone, luogo della proclamazione della Parola; la sede, segno del ministro che presiede la celebrazione. Per questo si accede all’ambone solo per la proclamazione della parola di Dio.

L’uso dell'incenso, dei ceri, il portare solennemente l’evangeliario, costituiscono dei segni che devono mettere in risalto il valore della Parola di Dio, dell'altare e in subordine ad essi del celebrante e della stessa assemblea dei fedeli.

Di norma è bene che in ogni Messa vengano consacrate le particole che poi verranno date ai fedeli che faranno la comunione. Il comportamento nel ricevere la comunione eucaristica: va. spiegato più volte ai fedeli il modo di accostarsi all’Eucaristia per evitare il pericolo della banalizzazione del gesto.

I canti devono essere intonati sia alla celebrazione liturgica e ai tempi liturgici (per esempio in Avvento, in Quaresima), sia al momento particolare della santa Messa. Si giunga a "cantare la Messa" dando la precedenza ai canti del proprio e dell'ordinario e poi ai canti d'inizio, d'offertorio, di comunione e di conclusione.

Vanno rispettati i tempi di silenzio dopo l'omelia e dopo la comunione.

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4. Centralità nell'Anno Liturgico del triduo pasquale, in particolare della Veglia pasquale

La Veglia pasquale non è semplicemente una festa tra le altre, ma costituisce come il culmine dell'Anno Liturgico, l'espressione più piena della santa Messa.

Afferma il Concilio Vaticano II: "La preminenza di cui gode la domenica nella settimana, la gode la Pasqua nell'anno liturgico" (cf. SC. n. 106).

Va perciò preparata adeguatamente in modo che sia attesa e venga poi anche ricordata. È opportuno che durante la Veglia pasquale siano celebrati dei battesimi per sottolineare come nella Pasqua del Signore noi rinasciamo (cf. can. 856).

Avendo più parrocchie, la Veglia pasquale va celebrata solo in una di esse, (eventualmente, di anno in anno, si può passare da una parrocchia all'altra), curandone bene tutti i riti con l'assistenza dei chierichetti.

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5. La santa Messa non esaurisce la santificazione della domenica

La santa Messa non esaurisce l'impegno della santificazione della domenica, poiché la lode, la contemplazione, la carità, possono avere molte espressioni diverse. È importante che nelle nostre parrocchie si coltivino anche altre forme di santificazione del giorno del Signore.