Giovanni Volta

MEMORIA, IDENTITÀ E RICONOSCENZA

I 50 anni di sacerdozio del nostro Vescovo

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Il 29 giugno prossimo s.e. mons. Egidio Caporello celebrerà il 50° anniversario della sua ordinazione presbiterale. Un dono e un impegno che non si fermano mai alla persona ordinata. Il sacerdozio è partecipato da Gesù Cristo a servizio della Chiesa, anzi degli uomini. Esso non è un premio, una medaglia, per questo la sua memoria coinvolge non soltanto l’interessato, ma l’intera comunità cristiana e non cristiana della diocesi, in un atto di riconoscenza a Dio e a chi ne ha esercitato l’impegnativo servizio.

Questo è lo spirito con cui si farà festa in quel giorno, tenendo presente che la “memoria” fa parte essenziale dell’identità della nostra persona. Basta pensare alla devastazione che creano le malattie che tolgono la memoria per comprenderne l’importanza.

Se poi la memoria riguarda i nostri rapporti con Dio, essa assume varie sfaccettature che vanno dal ringraziamento, alla domanda di perdono per le nostre infedeltà, alla lode, all’invocazione.

Sempre la constatazione dell’amore di Dio per noi ci consola e insieme ci inquieta. Ci consola per la sua sovrabbondanza; ci inquieta per le nostre inadeguatezze. Un motivo in più per essere vicini con la preghiera e con l’affetto a chi per molti anni ha vissuto nel suo servizio alla diocesi di Mantova la sproporzione tra la grandezza del mistero cristiano da annunciare, partecipare e coltivare e la propria inadeguatezza umana.

Un Vescovo tanto spesso è impegnato a condividere le varie memorie dei suoi sacerdoti, dei religiosi, dei fedeli, delle comunità cristiane e civili; il prossimo 29 giugno siamo chiamati noi a condividere la sua memoria. Una memoria che non è semplice ricordo di un fatto passato, ma del compiersi di un evento che perdura, anzi che si è andato arricchendo nel tempo e del quale Mantova ha goduto per quasi vent’anni i frutti.

(La Cittadella del 24-06-2005)