UN RICORDO DEL DOTTOR NICOLA FIASCONARO

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fiasconaro

Ho conosciuto il dottor Nicola Fiasconaro in tempi successivi: prima solo di vista, in seguito quale animatore e guida di riferimento di un gruppo di vivaci studenti in Via Corte, tra i quali emergeva Paolo Saccani, mentre io seguivo un altro gruppo in sant’Orsola, coadiuvato per un certo tempo da Mario Bertolini.

 

Il gruppo di Via Corte era dedito più allo studio dei problemi sociali; il gruppo che seguivo io era più aperto ai problemi pastorali.

Nel 1967 ebbi vicino il dottor Nicola quale presidente della giunta diocesana dell’Azione Cattolica della quale io ero assistente spirituale. Dopo tre anni egli lasciò la sua carica in Azione Cattolica per dedicarsi con più tempo alle attività del terz’ordine domenicano e alla Casa della beata Osanna Andreasi.

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Lo ricordo come persona precisa, esigente con se stessa, interessata ad approfondire le ragioni della fede cristiana. Nell’Azione di quegli anni, vivace per la spinta che le veniva dalla recente celebrazione del Concilio Ecumenico Vaticano II e nello stesso tempo scossa dalla riforma delle sue strutture in discussione in quegli anni, egli collaborò per far conoscere l’insegnamento del Concilio Vaticano II (ne sono prova varie iniziative di quegli anni) e cercò di migliorare il coordinamento interno dell’Azione Cattolica. Un compito difficile, pur con la buona volontà di tutti.

Ricordo, per esempio, un particolare che manifesta la sua cura per l’ordine e la precisione. In quegli anni l’Azione Cattolica ormai non aveva più delle automobili proprie, perché ciascuno metteva a disposizione l’automobile di sua proprietà quando si doveva andare a incontrare nelle parrocchie i gruppi dell’Associazione. Ricordo che con la mia cinquecento andai a prendere a Brescia monsignor Costa, Assistente nazionale dell’azione Cattolica. Egli chiedeva a tutti con insistenza che presentassero la nota delle spese sostenute per rimborsarle. Ma ben pochi lo facevano. Era allora convinzione diffusa che anche le spese per la macchina dovessero entrare nell’impegno di servizio all’Azione Cattolica.

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Con la sua vita, con la sua disponibilità, più che con dei discorsi, il dottor Nicola Fiasconaro in quegli anni vivaci ci mostrò un suo stile nel testimoniare la fede cristiana. Nelle sue idee, nei suoi convincimenti egli era molto fermo. Nello stesso tempo però sapeva ascoltare e non volle mai imporsi. Ebbi l’impressione di una certa sua riservatezza nel seguire un proprio cammino interiore.

Gazoldo, 25 marzo 2009

                                              + Giovanni Volta