Basilica di sant’Andrea, Venerdì 11 dicembre 2009 ore 14,30.

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FUNERALI DEL DOTT. FRANCO SILVESTRI

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Parole di congedo di mons. Giovanni Volta alla fine della Messa

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SilvestriFranco (2)Più di cinquant’anni fa nel mese di maggio ci trovavamo con te, Franco, e con gli altri amici universitari della FUCI in questa chiesa per pregare insieme e per scambiare notizie sui vostri esami, sui vostri studi, sui progetti per le vacanze.

Vi siamo tornati quest’oggi per il tuo congedo dalla terra, non certo però dalla vita né dai legami del cuore. Abbiamo professato la nostra fede nel prefazio di questa messa quando leggemmo: la vita non ci è tolta, ma trasformata.

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Un giorno lontano benedissi le tue nozze con Emma. Ma non avrei mai pensato di celebrare un giorno anche la Messa del tuo addio da questo mondo.

Eravamo allora un bel gruppo ben affiatato e voi coltivavate mille progetti per il vostro futuro. Qualcuno mi scrisse poi avanti negli anni: viviamo ancora della seminagione di quel tempo.

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Dopo l’Università ciascuno ha scelto una propria strada. Una strada che ebbe fortune e croci, come quella del vostro compagno di studi Enzo Gallucci.

Tu ti sei dedicato alla Farmacia, dopo esserti laureato in medicina e in farmacia. Nello stesso tempo però il tuo interesse si estese ad altri campi del sapere. Eri curioso e cultore di arte, di musica, di esplorazione di mondi nuovi.

In particolare ti sei appassionato allo studio della psicologia e della psichiatria. Il tuo interesse non era però fine a se stesso. L’hai vissuto in servizio degli altri per aiutarli a scoprire la propria strada, a rimettere ordine in se stessi, a diventare persone libere. Sobrio quando si trattava di parlare, concreto e preciso quando l’impegno era operativo. Il luogo principale e lo strumento di questo tuo servizio fu il Consultorio prematrimoniale e matrimoniale, aperto anche a persone non coinvolte in problemi matrimoniali.

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silvestriPer questo la Chiesa che è in Mantova ti deve molta riconoscenza. Un servizio molto faticoso, nel quale alle volte hai coinvolto anche la tua famiglia. Un servizio che ti chiese molto lavoro. Un servizio senza intascare una lira. Segno evidente di una motivazione più profonda, come ci ha detto Gesù nel Vangelo che abbiamo ascoltato in questa santa Messa. Un fatto che sarà scritto nel tuo lasciapassare nell’incontro svelato con nostro Signore.

E’ questa la prima eredità che lasci ai tuoi e a noi, compagni di viaggio di un tempo.