Funerali di don Carlo Ziliani

Cappelletta, sabato 13 febbraio 2010 alle 9,30

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Intervento alla fine della Messa esequiale per i funerali di don Carlo Ziliani

morto per infarto al pronto soccorso dell’Ospedale di Mantova

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IL SALUTO DI UN COMPAGNO AMICO

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ZilianiDonCarloL’ultima volta che parlai con don Carlo fu qualche settimana fa quando per telefono mi invitò a celebrare la prossima Pasqua nella sua parrocchia. Ma Dio ha disposto che venissi a celebrare oggi la sua Pasqua.

Sì, perché per il cristiano che si trova nell’amicizia di Dio, la morte è Pasqua, vale a dire il passaggio da questa vita terrena a quella eterna.

Il Signore in questi ultimi anni aveva suonato più volte alla sua porta per dirgli che si tenesse pronto. Ed egli, sempre così fiero, s’era fatto più dolce e pensoso.

Ricordo qualche mese fa, dopo la morte del nostro compagno don Alfio Strazzi, quando venni a trovarlo e parlammo a lungo della sua esperienza pastorale, del suo viaggio presso i missionari dell’Africa, mostrandomi con un certo orgoglio le foto di quei giorni. Sentii nella sua voce la struggente memoria di quelle esperienze di vita in piena efficienza, mentre doveva ora limitarsi ai suoi impegni essenziali.

Fin dai tempi del Seminario don Carlo fu sempre combattivo. Centro attacco della squadra di pallone della nostra classe, l’Aurora, amò sempre le posizioni di attacco anche nella vita. Di intelligenza acuta, amava esprimersi con una certa ironia ora allegra, ora amara. Portava dentro di sé la pensosità di suo padre, un cristiano tutto d’un pezzo, e l’interventismo, la vivacità di sua madre.

Dietro la sua costante ironia, nei suoi discorsi su gli avvenimenti e sulle persone nascondeva un grande bisogno di riconoscimento, di affetto, di stima.

Un giorno mi disse: sono più di quarant’anni che sono qui a Cappelletta, e nessuno mi ha mai proposto un altro incarico.

Non per questo fu distaccato dalla sua gente. Anzi, ha amato voi di Cappelletta così tanto che non avrebbe mai voluto lasciarvi, e si rallegrò quando il Vescovo gli garantì che sarebbe rimasto tra voi.

Convalescente nella sua casa paterna a Canneto, in seguito al superamento di una crisi cardiaca, l’andai a trovare e lo vidi come perso lontano dalla sua parrocchia.

La simpatia e l’antipatia giocavano un ruolo importante nella sua vita, pur con una intelligenza sempre vigilante. E quando gli veniva una qualche battuta di rado sapeva trattenersi, come con difficoltà riusciva a tacere i propri sentimenti.

Qualche anno fa volle raccogliere in un libretto alcuni suoi scritti pubblicati su dei giornali e mi domandò un parere. Gli mossi qualche riserva per alcuni di essi perché si trattava di diatribe passate. Ed egli pubblicò sia il libretto che la mia lettera. Non sapeva resistere alla tentazione di comunicare fatti che avevano acceso la sua sensibilità.

Per questa sua intelligente vivacità ora entusiasta, ora pungente, ebbe amici fedeli e riconoscenti, e altri un po’ risentiti.

L’età, l’esperienza, la malattia l’hanno reso via via più pensoso e più dolce. Non si era però per questo arreso. Mille progetti di iniziative si portava ancora nella mente e nel cuore. E a chi gli diceva: riposati un po’, rispondeva: ho ancora molte cose da fare. La morte lo sorprese come un atleta in corsa.

Mercoledì sera, il giorno della sua morte, quando venni a celebrare qui l’Eucaristia, mi colpì il fatto che alcuni giovani avevano gli occhi arrossati. E ho pensato: quanti anni separano un giovane da un ottantenne, e tuttavia i loro animi potevano essere ancora tanto vicini.

Come certi frutti un po’ coriacei nascondono al loro interno un succo tanto dolce, così mi è parsa anche la tua vita don Carlo. Lo stesso succo che per molti anni, giorno per giorno, ha tenuto accesa la tua vita tra questa gente ed ha alimentato la sua, proclamando con parole e gesti il Vangelo del Signore.

Ma qui cessano le nostre parole per lasciare spazio solo alla Parola, alla presenza svelata di Dio, che crediamo infinitamente misericordioso, perché per noi ha dato la sua vita, ed è risorto per essere la nostra speranza.

+ Giovanni Volta