Introduzione al Convegno Pastorale diocesano sul tema:

"Confrontarsi nella Chiesa per meglio comprendere".

Allargando lo sguardo del Sinodo

 

Conv 1999

                                                     

Siamo alla vigilia del terzo millennio e abbiamo voluto celebrare il nostro "Convegno di vigilia" in questa splendida basilica della Certosa che ci ricorda secoli di storia pavese, intessuta di grandi e piccoli avvenimenti, di coraggio e di viltà, di sogni, di sventure, di presenze oranti, e che si presenta quale luogo d'incontro della bellezza con la preghiera e con il silenzio.

Il nostro Convegno quest'anno vuol disporci in modo particolare alla celebrazione del Giubileo del duemila e nello stesso tempo al nostro Sinodo diocesano. Due eventi che si collegano intimamente tra di loro. Nel Giubileo celebreremo i duemila anni dalla nascita di nostro Signore Gesù Cristo, centro e anticipo della nostra storia; nel Sinodo guarderemo avanti nel nostro futuro di Chiesa per verificare e progettare una maggiore fedeltà nella vita, nelle strutture e nelle parole a quell'evento nella nostra terra.

Ma noi non camminiamo soli nel tempo, e la fede cristiana non è forestiera allo sviluppo sociale, alla cultura e alle attese della propria epoca. Per questo, insieme alla costante memoria di Colui che fonda e regge la Chiesa, Gesù Cristo e il suo Spirito che l'anima, abbiamo voluto riflettere nell'aprile scorso sui cambiamenti in atto nella società e nella Chiesa, cambiamenti che operano in noi anche quando non ce ne rendiamo conto; ed ora vogliamo allargare il nostro sguardo all'Europa e all'Italia, convinti che viviamo in continua osmosi con i popoli che ci circondano, con la loro cultura ed economia, con i loro problemi e le loro possibilità.

Non si tratta di evadere dalla nostra diocesi per un atto di curiosità che ci porti fuori casa a consolarci per i guai altrui, oppure per rallegrarci dei progressi degli altri, ma per meglio comprendere ed operare nella nostra terra e sempre meglio capire la Chiesa nella sua grazia e nella sua fatica nel mondo.

Per evitare poi di disperderci in mille sentieri abbiamo fissato quali punti fondamentali di riferimento per le nostre analisi e inostri progetti la "evangelizzazione" e gli "evangelizzatori".

Per questo compito informativo e valutativo abbiamo chiesto l'aiuto di due persone particolarmente qualificate al riguardo: il segretario della Conferenza Cattolica Episcopale Europea (C.C.E.E.), mons. Aldo Giordano, e il Segretario della Conferenza Episcopale Italiana (C.E.I.), s.e. mons. Ennio Antonelli. Non c'è solo Un'Italia e un'Europa dell'economia, ma anche della cultura, delle comunicazioni e dei valori. Sono convinto che guardando più in largo, capiremo meglio anche il nostro piccolo mondo.

Durante il Convegno sarà distribuito e brevemente presentato il resoconto dei pareri in vista del Sinodo, formulato dai consigli pastorali parrocchiali, dai sacerdoti, dai laici, dai religiosi, dai vari gruppi. Una ulteriore occasione per confrontare il nostro modo di vedere con quello più ampio dell'Italia e dell'Europa.

È proprio della nostra vocazione cristiana rimanere aperti all'orizzonte del mondo intero e nello stesso tempo lavorare con grande impegno nella casa, nella parrocchia, nell'ambiente in cui ci troviamo a vivere, in analogia con il mistero di Cristo che occupò un frammento di terra e di storia e fu insieme aperto al mondo e alla storia intera dell'uomo

Ma come ascoltare, saper discernere e disporci a fare delle scelte e impegnarci personalmente? I1 nostro riferimento primario è sempre Gesù Cristo e la comunità apostolica, quale esempio di annuncio del Vangelo nel mondo tante volte a Lui ostile o culturalmente estraneo.

Il cammino che andiamo facendo dev'essere poi condiviso, confrontato, poiché il Signore non dà mai i suoi doni perché li custodiamo gelosamente solo per noi stessi. La. "comunione" nella Chiesa è insieme via di arricchimento reciproco, di verifica dell'autenticità e segno di credibilità. Dobbiamo leggere la storia che si svolge attorno a noi alla luce della Parola di Dio, sia perché a questi uomini concreti siamo mandati, sia perché anche attraverso la loro storia il Signore ci parla.

E perché non abbiamo ad ingannarci rifugiandoci nelle parole che diciamo agli altri, incominciamo la riforma della vita da noi stessi. Quante cose s'imparano mettendo prima in pratica ciò che proponiamo agli altri. Non dimentichiamo che siamo servi, non padroni del Vangelo e che al centro sta il Padre. il Figlio e 1o Spirito Santo, e non la nostra persona.

Facciamo tutto questo con ottimismo cristiano, come già vi ho ricordato nell'aprile scorso, fiduciosi nella parola del Signore: non abbiate paura, io ho vinto il mondo.

La Vergine delle Grazie, alla quale è dedicata questa basilica, ci sia maestra efficace nell'ascolto e nella messa in pratica dell’insegnamento del suo divin Figlio.

capiremo meglio anche il nostro piccolo mondo.

Basilica della Certosa di Pavia, giovedì 9 settembre 1999

+ Giovanni Volta Vescovo

Vita Diocesana 1999, pp. 196-197