1. Verso il Convegno Pastorale diocesano 1990

«Parola di Dio e Carità».

(Testo distribuito a tutte le parrocchie in preparazione al Convegno.)

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a) L'invito

Riprendiamo insieme il nostro cammino di Chiesa, partendo dalle nostre comunità parrocchiali, per meglio percepire il rapporto tra l'ascolto della Parola di Dio e la sua messa in pratica là dove viviamo quotidianamente.

Il Convegno Pastorale diocesano di quest'anno vuole riprendere e completare le proposte degli anni passati e nello stesso tempo disporci all'inizio della prossima Visita Pastorale.

L'invito a questa preghiera, riflessione, progettazione, a questo cammino di lavoro insieme ci viene da Cristo stesso, perché da Lui è la «chiamata», da Lui la «missione», è Lui che siamo chiamati ad annunciare e a testimoniare.

Io medio semplicemente la sua voce, e la interpreto nel tempo. Ognuno, proprio perché chiamato da Gesù Cristo, anche se ammalato, anziano, bambino, ha un ruolo attivo nella Chiesa, e perciò è richiesto di partecipare attivamente alla vita della comunità cristiana per esempio con la propria preghiera, con l'offerta delle sue sofferenze, della sua vita.

Il tema scelto: «Parola di Dio e Carità» ci introduce al cuore stesso della Rivelazione divina e contemporaneamente al «motore» della nostra vita cristiana ed ecclesiale, e ci dispone all’immagine di Chiesa che ci accompagnerà in tutta la prossima Visita Pastorale: «La Chiesa, famiglia di Dio».

Su questo argomento sto preparando una lettera per tutti i Pavesi. Il prossimo Convegno cercherà di svilupparne un aspetto. Mi raccomando alle preghiere di tutti, in particolare a quelle degli ammalati.

In attesa di incontrarci nel prossimo settembre, vi benedico.

Pavia, 11 luglio 1990

+ Giovanni Volta, Vescovo

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b) Storia di un breve cammino

La nostra pastorale in questi quattro anni, riconoscendo il primato di Dio nella vita dell'uomo e della Chiesa, ha voluto insistere sul primato della «Paroladi Dio», sulla sua proclamazione e celebrazione, privilegiando come canali della sua trasmissione e del suo accoglimento la Catechesi, la Liturgia, la Famiglia. Su questi itinerari abbiamo preso in esame l'anno scorso «La nostra fedeltà alla Parola di Dio».

Ora ci chiediamo che cosa sta al centro della Parola di Dio che fa la Chiesa, che la fa nascere e l'illumina, e di conseguenza che cosa costituisce l'anima della Chiesa generata da Dio, dalla sua Parola.

Nel frattempo sono stati riformati i nostri Vicariati perché potessero avere più vitalità, e in ciascuno di essi sono stati nominati dei sacerdoti e dei laici a servizio delle quattro grandi linee pastorali operative: la catechesi-liturgia, la famiglia, i giovani, la carità. Su queste quattro strade siamo chiamati a vivere il rapporto: Parola di Dio e Carità.

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c) La preghiera

Proponiamo a tutte le parrocchie un momento di preghiera. Noi siamo chiamati a realizzare non il nostro progetto, ma quello di Dio, e la forza per servirlo non viene da noi, ma da Lui.

Per questo vogliamo metterci anzitutto in un atteggiamento di preghiera, di ascolto, di adorazione, di invocazione. Da Dio ci viene la luce e l'energia, a Lui ci rivolgiamo quale comunità cristiana, sua famiglia, perché ci illumini e ci guidi, disponga i nostri cuori ad accogliere la sua Parola, e in obbedienza ad essa siamo disponibili verso i nostri fratelli, sapendo che Dio in Cristo «ci ha manifestato il suo amore per i piccoli e i poveri, per gli ammalati e gli esclusi. Mai egli si chiuse alle necessità e alle sofferenze dei fratelli. Con la vita e con la parola annunziò al mondo che Dio è Padre ed ha cura di tutti i suoi figli».

(Ciascuna parrocchia organizzerà un momento di preghiera, ispirandosi eventualmente al prefazio del Canone II, e al Canone V/C).

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d) L'ascolto

Tre testi proponiamo per l'ascolto della Parola di Dio:

- l'incontro di Gesù con Nicodemo (cf . Gv. 3, 1-21) in cui si parla della necessità di una rinascita, e dell'origine di questa novità di vita: l'amore di Dio espressosi definitivamente nel Crocifisso;

- la parabola del buon Samaritano (cf . Lc. 10, 29-37) in cui Gesù, adombrando la sua stessa persona, il suo comportamento, ci dice come dobbiamo farci prossimo agli altri;

- la testimonianza della comunità cristiana apostolica (cf. Atti 2, 42-48) in cui è messa in risalto la continuità tra l'ascolto della Parola, la frazione del pane e l’unione fraterna e l'esercizio delle opere di carità.

Il precetto della carità non nasce semplicemente da un comando del Signore, ma dalla stessa vita nuova che Egli, facendoci rinascere, ci ha partecipato. Esso perciò deve animare tutta la nostra esistenza, e non soltanto qualche suo momento.

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e) La pratica

In obbedienza alla Parola di Dio vogliamo farci «prossimi nella conoscenza» alle condizioni della gente nelle nostre parrocchie, per farci poi «prossimi nell'aiuto» a chi ha bisogno di noi. L'accoglienza della carità di Dio crea anzitutto tra i cristiani «un cuore solo e un'anima sola» (Atti, 4, 32); ci chiediamo perciò se nella nostra parrocchia c'è questo spirito, questa comunione. Gesù ne ha indicato il segno e la prova della nostra credibilità cristiana: «Da questo tutti sapranno che siete miei discepoli, se avrete amore gli uni verso gli altri» (Gv. 13, 34).

Ci dobbiamo quindi chiedere come possiamo favorire in parrocchia questa comunione di spirito, come instaurare una più intensa collaborazione tra tutti quelli che sono disposti a servire le diverse esigenze della comunità parrocchiale, pur essendo convinti che la carità con cui Dio ci unisce a sé e tra di noi, resta sempre più grande di ogni sua espressione.

La prima espressione della carità verso gli altri è quella dell'accoglienza, dell'educazione, del dono della verità che salva. Ce n'è stato significativo testimone Gesù in tutta la sua vita. Verifichiamo perciò qual è il nostro impegno in parrocchia per la cura educativa dei bambini, dei ragazzi, dei giovani, qual è la dedizione per l'oratorio, per il catechismo, per il Grest, per i campi scuola, per l'animazione liturgica.

Vi sono poi in parrocchia tante forme di povertà: ammalati, anziani soli, handicappati, stranieri, disoccupati, ragazzi difficili o disorientati, e molte altre povertà. La parrocchia si prende cura di tutte queste forme di povertà, oppure lascia tutto all'iniziativa dei singoli o alla buona volontà di un gruppetto?

Come organizzare le opere di carità in parrocchia in modo che tutti possano parteciparvi in base al loro tempo, alle loro doti e attitudini? Per esempio quale spazio di collaborazione viene dato ai pensionati?

C'è la Caritas in parrocchia? Quali esigenze organizzative si richiedono a livello vicariale e diocesano? (L'incontro potrebbe essere preceduto da una rassegna delle povertà della parrocchia e delle iniziative di aiuto svolte nel passato).

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f) L'impegno

Quali impegni è disposta ad assumersi la parrocchia?

- per l'educazione dei ragazzi,

- per l'attività in oratorio,

- per il catechismo,

- per l'animazione della Liturgia,

- per l'assistenza agli ammalati,

- per i poveri,

- per le persone sole,

- per gli handicappati,

- per gli stranieri,

- per i ragazzi difficili, per gli ex-carcerati,

- per gli aiuti ai missionari e al terzo mondo,

- per tutte le altre necessità della parrocchia, del vicariato, della diocesi.

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2) Il prossimo Convegno Pastorale diocesano:

«Parola di Dio e Carità».

La continuazione di un cammino.

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Riprendiamo il nostro cammino pastorale. Come la vita anche la pastorale sempre continua e ricomincia. Quest'anno, sviluppando la nostra riflessione su la Parola di Dio, ci soffermeremo nel suo stesso cuore: la carità. E per facilitare la partecipazione di tutti, fin dall'inizio il nostro Convegno inizierà dalle singole parrocchie. Là dove noi quotidianamente accogliamo la Parola di Dio dobbiamo anche viverla secondo la sua ragione più profonda e il suo volto: la carità. Per questo ho proposto una traccia che guidi la preghiera, l'ascolto, la riflessione, e le scelte operative di ciascuna comunità.

Poi ci troveremo in Duomo, al centro della diocesi, per allargare il nostro orizzonte d'interesse, per renderci conto delle attese, delle povertà della nostra gente, per disporci a camminare insieme come Chiesa di Cristo. Infine le parrocchie si ritroveranno nei vicariati per progettare collaborazioni comuni.

Chiedo a tutti: sacerdoti, religiosi e laici, giovani ed anziani, sani ed ammalati, un'attiva partecipazione alla vita della Chiesa, convinto che ogni persona porta un proprio dono di grazia non solo per se stessa, ma anche per gli altri. E la «carità» nella Chiesa bene esprime questa vocazione primaria di ogni uomo: crescere condividendo.

Il suo primo segno sta nella «comunione» tra tutti i credenti, perché animati dalla stessa Parola di Dio, e nella disponibilità, secondo l'esempio di Gesù Cristo, a fare umilmente ciò che ci viene richiesto giorno per giorno dalle situazioni in cui il Signore ci ha posti a vivere.

Disponiamoci al nostro Convegno pregando, poiché si tratta di servire l'opera di Dio; ma insieme attenti ai bisogni degli uomini del nostro tempo, quelli che abitano nel nostro paese, nella nostra città, poiché è al loro servizio che Dio ci chiama.

Pavia, 15 agosto l990 - Festa di Maria Assunta in cielo

+ Giovanni Volta, Vescovo

Vita Diocesana 1990, pp.166-170