Invito per il Convegno Pastorale diocesano sul tema:

La Parola attiva di Dio mediata dalle parole e dai gesti dell'uomo

Pavia, 8 giugno 2003 - Festa di Pentecoste

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Carissimi, sulla scia del nostro Sinodo recentemente celebrato riprendiamo i nostri annuali Convegni pastorali per mettere in pratica le indicazioni che ci siamo proposti in obbedienza al Vangelo nel nostro tempo. Insieme al riconoscimento del primato di Dio, della sua Parola, della sua azione, dobbiamo impegnarci costantemente nella mediazione che Egli ci ha affidato.

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Il Convegno: una occasione unica

Il nostro Convegno pastorale diocesano di settembre costituisce un'occasione unica nell'anno per ritrovarci insieme, perché tutti vi siamo invitati: laici, religiosi, sacerdoti e Vescovo, per pregare e riflettere comunitariamente su alcune indicazioni di cammino per la nostra Diocesi.

Il Signore ha voluto che la sua Chiesa fosse un unico popolo, un solo corpo come la chiama san Paolo, del quale Cristo è il Capo e che viene animato da un unico Spirito (cf. 1 Cor.l2,l2; Ef.5,30; Col.3,l5).

Per la sua unità con il Padre, il Figlio, lo Spirito Santo e tra tutti i suoi membri Egli ha pregato all'ultima cena (cf. Gv. cap.17) e ha indicato questa comunione con lui e tra di noi quale primo e fondamentale gesto della sua evangelizzazione ( cf. Gv. 17,21-23).

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Richiamo del Sinodo

Nel nostro Sinodo abbiamo sottolineato che l'evangelizzazione è il primo compito della Chiesa nelle sue varie espressioni. "L'ascolto e l'annuncio della Parola costituiscono...la prospettiva unificante della vita della Chiesa in ogni epoca" (Sinodo n.4l).

Ogni credente vi è impegnato in forma attiva secondo le sue condizioni di vita: da laico, da religioso, da sacerdote (cf. Sinodo n.214). Quattro, abbiamo detto, sono gli ambiti emergenti della evangelizzazione: famiglia, giovani, cultura, dialogo (cf. Sinodo nn.299-418).

Quest'anno vogliamo soffermarci, anche in continuazione del Convegno dell’anno scorso, su due protagonisti dell'evangelizzazione, dell'educazione cristiana dell'uomo: la famiglia e la parrocchia.

Parlando della nostra Chiesa particolare e della sua missione abbiamo detto nel Sinodo: "Nella consapevolezza che l'evangelizzazione è la missione primaria della Chiesa, ci sentiamo chiamati in fedeltà alla Tradizione apostolica e in obbedienza al mandato del Signore (cf. Mt.28,l8-20), a portare agli uomini la Parola di vita che ci è stata affidata, favorendo ogni iniziativa volta a far sì che Dio sia «tutto in tutti» (1 Cor.l5,28)" (n.35).

Riproponendo l'insegnamento del Concilio Vaticano II abbiamo detto per la famiglia: "Missione fondamentale della famiglia è vivere e custodire, rivelare e comunicare l'amore, quale riflesso vivo e reale partecipazione dell'amore di Dio per l'umanità e dell'amore di Cristo Signore per la Chiesa sua sposa. Per questo l'ascolto della Parola di Dio, l'accostamento ai sacramenti dell'eucaristia e della penitenza, la condivisione dei doni personali di grazia stanno al centro della sua crescita cristiana" (n.319).

E per il suo compito educativo: "Il compito educativo, in quanto frutto e segno dell'amore paterno e materno, appartiene in modo nativo, originario e imprescindibile ai genitori e si configura come un vero e proprio ministero legato al sacramento" (n.321).

Parlando poi della parrocchia abbiamo scritto: "La parrocchia costituisce di fatto, ancor oggi nella diocesi, la prima forma di comunità ecclesiale ed è soggetto attivo detta missione della Chiesa" (n.196).

Al cuore della vita della Chiesa, e perciò anche della parrocchia, sta la Liturgia quale annuncio e celebrazione del mistero di Cristo nelle varie tappe della vita del Salvatore e dell'uomo, per cui essa, "benché non esaurisca tutta l’azione della Chiesa, ne costituisce il culmine e la fonte" (n.68).

Nel suo svolgimento l'anno liturgico costituisce come la spina dorsale della vita religiosa di ogni comunità cristiana. Afferma il nostro Sinodo: "L'anno liturgico è la via che la Chiesa propone per attuare un itinerario catecumenale dell’intera comunità, adatto a tutte le età e condizioni di vita. Con l'anno liturgico devono essere intimamente connesse le espressioni della vita cristiana e dell'azione evangelizzatrice, in particolare la catechesi, la preghiera e la carità" (n.73).

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Le relazioni

Per riflettere pastoralmente su questi due temi, "la famiglia e la parrocchia", sulla scia del nostro Sinodo e del Concilio, continuando le riflessioni svolte nel nostro Convegno dell'anno scorso (10-12 settembre 2002: "Evangelizzazione ed evangelizzatori. una Chiesa che si rimette in cammino") abbiamo invitato due vescovi, rispettivamente presidenti della Commissione nazionale dell'episcopato italiano per la Famiglia e per la Liturgia, in modo da poterci confrontare con gli indirizzi pastorali diffusi in Italia. Pur vivendo in una nostra situazione particolare, dobbiamo sempre imparare a confrontarci. Dio variamente distribuisce i suoi doni di grazia spingendoci anche per questo ad un costante atteggiamento di ascolto, di aiuto reciproco.

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Richiesta di collaborazione

Ma perché il Convegno sia più efficace è necessario disporci ad esso. Per questo suggerisco che nelle singole parrocchie in questa estate si colgano delle occasioni per riflettere sull' insegnamento della Chiesa e le proprie esperienze: di come per esempio si possono aiutare le famiglie nella loro vita spirituale e nel loro compito educativo (vedi per esempio l'arduo problema della formazione cristiana degli adulti), e come dare adeguato rilievo alle varie tappe dell'anno liturgico e alla celebrazione dei vari sacramenti. Un discorso che già abbiamo svolto altre volte, ma che esige una sua costante ripresa a motivo delle diverse difficoltà che incontra.

E poiché io dovrò tenere l'ultima relazione: "Conseguenti linee pastorali", chiedo ai sacerdoti, ai religiosi e alle religiose, ai laici di presentarmi domande e proposte sul tema del Convegno e sulle conseguenti linee pastorali. In ogni attività pastorale non dobbiamo mai scordare ciò che ci propone la Parola di Dio. D'altra parte però non possiamo scordare le condizioni storiche dell'uomo. Ora il loro incontro concreto prende risalto nella nostra vita pastorale. Per questo chiedo il vostro aiuto in continuazione della collaborazione che è avvenuta durante il Sinodo. Parlatene in parrocchia, nei gruppi, e poi fatemi pervenire i vostri interrogativi, i vostri suggerimenti. Da tutte le parrocchie, da tutte le associazioni attendo dei partecipanti al nostro Convegno. La sua organizzazione l'ho affidata a don Gian Pietro Maggi.

Scrivo questo lettera nel giorno di Pentecoste, una giornata tanto significativa per ricordare lo spirito e la speranza con cui va amata, vissuta e servita la Chiesa.

Pavia, 8 giugno 2003 - Festa di Pentecoste

+ Giovanni Volta, Vescovo

Da Vita Cattolica, pp. 111-113