IL POPOLO E LE PERSONE

Introduzione di mons.Giovanni Volta, pag.11 e 12

 

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(Mons. Carlo Ferrari, "Da Dio a Dio: un cammino di popolo e di persone. Scritti e discorsi da 25 anni di episcopato" Introduzione alla sezione "Il popolo e le persone)

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 In queste pagine vengono presentate alcune note salienti del mistero della Chiesa, che vanno dalla sua dimensione trinitaria, a quella incarnata e missionaria, al suo rapporto fondamentale con l'Eucarestia, ai suoi vari ministeri e strutture, alla sua permanente dinamica di rinnovamento, al costante rapporto in essa tra teoria e prassi.  

I testi sono stati scelti tra molti altri per alcune indicazioni considerate tipiche sugli argomenti sopra ricordati.

Alcuni temi sono svolti, altri solamente accennati. Li lega tutti una costante preoccupazione: nulla si dà di autentico nella Chiesa che non si colleghi con il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo. Un rapporto interpersonale, una priorità, che segnano di per sé la vita della Chiesa, ogni esercizio di ministero.

 

Così viene ricordato che la Chiesa ha una profondità che va oltre quello che viene percepito sensibilmente, poiché si radica nello stesso mistero trinitario (pp. 13 ss); una dimensione che non la costituisce per questo fuori dal tempo e dallo spazio, ma ve la inserisce profondamente (pp. 15 ss), senza però farla prigioniera di un luogo, poiché proprio perché dal Padre, dal Figlio e dallo Spirito Santo, e perché si fa presente incarnandosi, per questo essa è costantemente missionaria, cioè aperta come dono vitale ad ogni uomo (p. 17). Sempre perché è anzitutto da Dio, la Chiesa è costantemente abitata dal suo Spirito, il testimone interiore di tutto ciò che è e che ci ha detto Cristo, e che ci possiede e ci salva (pp. 17 s). Contemporaneamente la celebrazione della Eucarestia va vista sia in rapporto con il mistero trinitario, sia con tutto il mistero di Cristo vissuto, morto e risorto, sia con la Chiesa che l’Eucaristia va costantemente edificando.

 

La Chiesa si presenta così come comunione interpersonale (pp. 21 ss) e come segno di struttura (pp. 24 ss) in un rapporto dinamico che pone costantemente al centro la persona, punto d'incontro della teoria e della prassi (p. 24), misura d'ogni rinnovamento delle strutture (p. 25). In questa prospettiva di « segno » e di « servizio » della comunione interpersonale tra gli uomini e con Dio si comprende il senso e il ruolo del presbiterio e del parroco (pp. 26 ss).

G. V. (mons. Giovanni Volta)