2004 L'evangelizzazione oggi, Convegno alla Gazzada

  • Stampa

villa cagnola

 

Convegno regionale di studio pastorale per i sacerdoti della Lombardia

(Villa Cagnola, Gazzada, 26-28 gennaio 2004)

…………………

L' EVANGELIZZAZIONE OGGI

IN EUROPA E NELLE NOSTRE COMUNITÀ:

ESPERIENZE E PROPOSTE

…………………

INTRODUZIONE

(Giovanni Volta)

……………………….

1. Finalità del nostro incontro

- Come dice il titolo del nostro Convegno di studio, il tema scelto è quello della evangelizzazione intesa nella sua varietà espressiva, avendo come riferimento l'attuale esperienza in Europa e in Lombardia e come obiettivo la formulazione di proposte, passando per l'esperienza e l'insegnamento del Nuovo Testamento. Il presupposto è il primato dell'evangelizzazione nell'impegno della Chiesa e la sua rilevanza storica nel nostro tempo a motivo delle profonde trasformazioni in atto a livello sociale e culturale.

- Data la brevità del tempo a disposizione si cercherà di affrontare alcuni punti nodali del problema pastorale che dovranno poi venire ripresi nelle singole diocesi.

Gli invitati non sono stati chiamati solo per ascoltare, ma anche per intervenire dando il contributo della loro esperienza e delle loro osservazioni critiche.

……………………..

2. Tappe della presa di coscienza di una urgenza

Tre linee vorrei rilevare nella presa di coscienza del problema: quella squisitamente teologica, quella pastorale e quella più complessa e coinvolgente del rapporto tra la Chiesa e il mondo nella società contemporanea. Tre linee che si richiamano e s'intrecciano e che qui distinguo per ragioni didattiche e per il loro diverso peso e per la diversa velocità evolutiva con cui si sono affermate.

…………………………

2.1. La linea teologica:

- Il modo d'intendere e di realizzare l'evangelizzazione dipende dal modo di concepire la Rivelazione divina. Di conseguenza l'evoluzione del concetto di Rivelazione, del suo modo di vederla è stato determinante sia per la maniera di fare teologia, sia per lo stile e la maniera di proporre agli uomini la Parola di Dio.

Vedi per esempio il rilievo da dare alla predicazione e alla liturgia e al comportamento dei credenti, l'analisi dei fatti e delle parole, l'originalità nella storia della Rivelazione divina, la sua trascendenza e immanenza.

- Legato al concetto di Rivelazione sta quello di Tradizione, come bene ha illustrato il Concilio Vaticano II (cf. Dei Verbum cap.2°). La Tradizione rappresenta il costitutivo oggettivo della evangelizzazione, le sue modalità fondamentali. (Al riguardo vedi l'accento posto sul ruolo dei gesti, della liturgia, della vita dei credenti, sul rapporto con la Scrittura).

Dalla più approfondita comprensione della Tradizione scaturisce una visione più ricca dei modi e dei soggetti della evangelizzazione.

- Associata alla rinnovata comprensione della Rivelazione e della Tradizione, della loro costitutiva dimensione storica ha preso rilievo la "storicità" della teologia e della evangelizzazione e perciò il suo impegno nel "ridirsi pur nella sua identità ".

Di qui il problema del pluralismo nella identità, dell'espressione nei vari contesti storici e culturali che permette la comunicazione e del ritrovarsi negli stessi significati.

- Sempre in stretto rapporto con il concetto rinnovato di Rivelazione e di Tradizione ha preso risalto il valore della sacra Scrittura nella vita della Chiesa (cf. Dei Verbum cap. 6°), ponendo però il problema teologico e pastorale dell'interpretazione nell'oggi di un testo antico.

NB. Incidenza di questi fattori nella formulazione dei catechismi, nell'uso della sacra Scrittura, nell'indicazione dei ruoli nell'evangelizzazione (comunità, famiglia, laici), nella predicazione.

Sarà interessante vedere come questa evoluzione è entrata nella vita della Chiesa, con quale diffusione e profondità. Non è sufficiente che si affermi una nuova comprensione, va visto anche come questa è stata accolta, in quale misura.

...............

2.2. La linea pastorale:

- La Liturgia dopo il Vaticano II si è molto arricchita di testi scritturistici e di espressività nei gesti. L'uso della lingua locale li ha resi intelligibili ai partecipanti all'azione liturgica. La stessa predicazione durante queste azioni, specialmente nella liturgia festiva, è diventata più diffusa e aderente ai testi.

La televisione e la radio hanno portato in molti casi l'annuncio evangelico nelle case e quindi alla portata di tutti. Si sono affermati dei gruppetti che ascoltano la Scrittura e riflettono su di essa nelle case, nei quartieri.

- Nello stesso tempo le forme tradizionali di catechesi degli adulti e dei giovani si sono andate progressivamente dissolvendo. Regge in genere la catechesi tradizionale dai sei ai dodici anni.

Al riguardo però si pone la domanda: è sufficiente una catechesi senza contesto familiare e sociale? Ridotta ad un'ora o mezz'ora settimanale, come essa può formare? E infine: come si svolge questa catechesi? Abbiamo gente preparata al riguardo? Non si tratta semplicemente di istruire, ma di formare delle coscienze cristiane.

ln particolare come oggi la famiglia esercita il proprio indispensabile ruolo?

- Due domande si pongono in particolare: come raggiungere la gente? Come suscitando l’interesse, rispondendo alle loro domande?

+ Il sacerdote raggiunge un numero ridotto; il laico è nella possibilità di raggiungere tutti con la sua presenza, parola e testimonianza. Le cose in realtà come stanno?

+ Circa il modo. Molti richiami e suggerimenti sono stati proposti negli ultimi cinquant'anni. Vedi per esempio il Concilio Vaticano II (“Dei Verbum”, “Gaudium et Spes”, “Apostolicam Actuositatem”), i nuovi Catechismi della CEI, la “Evangelii Nuntiandi” di Paolo VI, l'impegno della Chiesa italiana per un progetto culturale - pastorale.

Ma come queste istanze sono entrate nella mentalità comune e si sono realizzate? Tante volte si ha l'impressione di due cammini, quello della cultura corrente e quello della fede, che procedono ignorandosi.

D’altra parte, va anche riconosciuto che in certi momenti la voce della Chiesa viene attesa fino a farsi interlocutrice.

- La proposta evangelica si trova oggi a confrontarsi nella mente dei suoi interlocutori con mille altre proposte teoriche e pratiche e di avere a che far con piattaforme culturali e morali tanto diverse. L'accoglimento di una proposta non è determinato solo dal contenuto e dal modo con cui viene fatta, ma anche dalle condizioni del recettore.

Come presentare il Vangelo contemporaneamente a livelli e con modi diversi? (vedi il rapporto ecumenico di Montreal del 1963), come parlare a gente bombardata da mille altre proposte? Come creare un clima, un ambiente, perché la recezione della Parola di Dio diventi efficace?

- A tutto ciò va aggiunta la diminuzione del clero, dei religiosi e delle religiose, e l'aumento degli impegni burocratici e gestionali nell'esercizio del loro ministero.

N.B. La pastorale pone di conseguenza degli interrogativi oggi circa il suo ambito, le sue priorità, il suo stile, i suoi operatori, tenendo presente che il contatto delle persone nella evangelizzazione è insostituibile.

………………..

2.3. Chiesa e mondo

- Un grosso problema si pone nell'attuale contesto di distanza tra la cultura e la novità del Vangelo: come parlare all'uomo d'oggi e nello stesso tempo non farsi catturare da esso azzerando la specificità del messaggio evangelico? (Varie esperienze storiche al riguardo).

- Contraddizioni da interpretare: in certi momenti la Chiesa e la sua proposta sono giudicate astratte, fuori del mondo, irrilevanti; in altri momenti la voce e la testimonianza della Chiesa prendono rilievo anche in ambienti lontani dal cristianesimo. Vedi per esempio i giudizi contradditori sul magistero del nostro Papa, il fascino suscitato da figure di cristiani come Madre Teresa di Calcutta, Papa Giovanni, l'afflusso per esempio dei giovani alle giornate internazionali con il Papa e la loro diserzione nelle nostre comunità.

- Il progresso tecnologico, con i frutti di benessere e di potenza portati in ogni casa, ha esaltato il sapere scientifico, mettendo spesso in second'ordine le altre forme di sapere che non sono produttive può oscurare l'interesse religioso.

I mezzi di comunicazione sociale hanno poi esaltato il ruolo dell'immagine: come parlare all'uomo in questo contesto? Di qui il confronto fino allo scontro tra mentalità scientifica, mentalità dell'immagine, mentalità filosofica, mentalità di fede.

- Si stanno sviluppando nel mondo dei collegamenti che si sottraggono al potere non solo dei singoli, ma anche delle comunità e delle stesse nazioni nell'ambito dell'economia, dei mezzi di comunicazione, della cultura nelle sue varie espressioni. Vedi il termine corrente che cerca di esprimere questo fenomeno: la “globalizzazione”.

Come evangelizzare in questo contesto? Quali sono le opportunità, quali gli ostacoli?

               ………………..

3. Episodicità e rilevanza di esperienze

- Noi non intendiamo valutare i comportamenti solo da un punto di vista di principio, ma anche in ordine alla loro ri-proponibilità. Sono individuabili delle indicazioni concrete?

- In una esperienza di evangelizzazione entrano molti fattori, alcuni trasmissibili, altri invece legati alle doti della persona soggetto della evangelizzazione. Ecco una spazio importante del nostro lavoro.

……………………

4. Come aiutarci?

- L'esercizio della evangelizzazione è un atto sintetico-concreto, si nutre perciò di molte competenze. Ora mi chiedo: come possiamo aiutarci in Lombardia ad affrontarlo? Per un verso non va mortificata la creatività, l'impegno delle singole comunità; per un altro però vanno messi in comunicazione i beni e le capacità di ciascuno. Già da tempo diverse iniziative sono in atto. Si tratta di procedere.

(Alle volte pare che la gelosia prevalga sulla comunicazione).

Abbiamo già visto le iniziative e i collegamenti a livello diocesano. Ci chiediamo: e a livello regionale non si può fare qualche ulteriore passo in avanti? Proprio questa casa, “Villa Cagnola”, da circa cinquant'anni, ha operato in questa direzione.

Vedi per esempio i centri di studio, le editrici, i centri operativi, i gruppi specializzati. Come operare in rete e nello stesso tempo senza mortificare nessuno?

Non si tratta di affermare solo dei desideri, ma di trovare delle vie fattibili; non dobbiamo aggiungere istituzioni e impegni ad altri che già abbiamo ma, seguendo il principio di sussidiarietà, razionalizzare maggiormente il nostro lavoro. L'essere Chiesa e non tante botteghe ci spinge in questa direzione per la quale già si sono mosse da tempo istituzioni con minori ragioni ideali.

- I cambiamenti li realizzano le persone, non le semplici affermazioni di principio. Come, di conseguenza, educare i preti e le nostre comunità a vivere in questo orizzonte più largo che va oltre i singoli legami affettivi? Si tratta di rassegnarsi a subire l'andamento della storia oppure di affrontarlo prendendo l'iniziativa facendo ciò che già oggi è possibile.

- Laici, preti e religiosi sono impegnati nella evangelizzazione: come aiutarci in questa formazione, tenendo conto dei limiti di forze (e di presenze) in diverse nostre diocesi e la necessità crescente di guardare la realtà nuova che avanza con più occhi?

……………………….

5. Impostazione del nostro Convegno

Il nostro Convegno vuole caratterizzarsi per un confronto che vada oltre i confini delle singole diocesi, spingendo lo sguardo fino all'Europa, considerando i comportamenti in atto e le loro ragioni, riflettendo sull'esperienza apostolica, momento fondativo, e ascoltando i fruitori principali della evangelizzazione, i laici, soffermandoci su di una condizione particolare del nostro tempo: proporre il Vangelo a persone che vivono accanto ad altre persone "diverse" culturalmente e religiosamente e che ogni giorno sono soggette a messaggi religiosi e morali diversi.

Le relazioni programmate hanno lo scopo di sollecitare la riflessione dei gruppi di studio. Esse hanno perciò più la funzione di uno stimolo che di uno svolgimento pieno del tema proposto. Il Convegno dovrebbe sfociare nella individuazione di alcuni orientamenti nel nostro territorio ecclesiale.

La sua riuscita dipende perciò molto dall'attivo intervento dei presenti.