I viaggi di Paolo: scheda riassuntiva a cura di Giovanni Volta

Viaggi di Paolo1

1.viaggio

                         

Atti degli Apostoli 13,1-51; 14,1-28

(c. 13) Ad Antiochia, mentre la comunità cristiana pregava, lo Spirito Santo dice: Riservate per me Barnaba e Saulo per l’opera allo quale li ho chiamati. Questi partono. Scendono a Seleucia, salpano per l'isola di Cipro, a Salamina incominciano ad annunziare la parola di Dio, attraversano l'isola fino a Pafo dove Paolo acceca il mago Elimas e converte il proconsole.

Da Pafo passano in continente a Perge e da qui ad Antiochia di Pisidia dove Paolo parla a lungo di Gesù Cristo nella sinagoga e molti Giudei e proseliti credenti in Dio seguono Paolo e Barnaba. Il sabato seguente è così grande la folla accorsa ad ascoltare Paolo che i Giudei per gelosia si mettono a contraddire l'apostolo e questi decide di rivolgersi d'ora in avanti ai pagani. I Giudei, sobillando le persone importanti della città, costringono Paolo e Barnaba ad andarsene a Iconio.

(c. 14) Qui i due apostoli predicano nella sinagoga, convertendo molti Giudei e Greci. Ma pagani e Giudei minacciano di lapidarli, costringendoli a fuggire nelle città di Listra e Derbe, nella regione di Licaonia, dove continuano a predicare il vangelo. A Listra Paolo guarisce uno storpio e la gente li vuol venerare come dei: Zeus ed Hermes.

Alcuni Giudei provenienti da Antiochia e da lconio sobillano la folla che tenta di lapidare Paolo. Lo soccorrono i suoi discepoli e con Barnaba l'apostolo torna a Derbe, dove predica il vangelo e converte molti. Ritorna quindi a Listra, Iconio e Antiochia e in ogni comunità cristiana stabilisce alcuni anziani. Attraversa la Pisidia, raggiunge la Panfilia dove predica a Perge, scende ad Attaglia e di qui fa vela per Antiochia

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2.viaggio                                                       

Atti degli Apostoli 15,36-41; 16,1-40; 17, 1-34; 18,1-22

(c. 15,36-4) Paolo decide di rivedere le città evangelizzate, si separa da Barnaba, prende con sé Sila e con lui attraversa la Siria e la Cilicia.

(c. 16,1-40) Si reca a Derbe, a Listra (dove prende con sé Timoteo), attraversa la Frigia e la Galazia, raggiunge la Misia, discende a Troade (durante la notte apparizione del Macedone che lo che lo invita in Macedonia), s'imbarca per Neapoli, e giunge a Filippi, dove si ferma alcuni giorni (conversione di Lidia; Paolo libera dallo spirito cattivo una giovane schiava, viene bastonato e messo per questo in prigione; conversione del carceriere; liberazione). Ripassano da Lidia e lasciano Filippi.

(c. 17,1-34) Passano per Anfiboli e Apollonia e giungono a Tessalonica, dove si fermano per un certo tempo convertendo alcuni Giudei e molti Greci. I Giudei però sobillano il popolo e i capi, per cui Paolo e Sila di notte fuggono a Berea. Qui Paolo trova un'accoglienza più calorosa che a Tessalonica. Ma i Giudei di Tessalonica raggiungono Paolo anche a Berea e lo costringono a scappare. Senza Sila e Timoteo, ma scortato, va ad Atene. Qui lo raggiungeranno poi i sue suoi discepoli. Ad Atene Paolo tiene il suo famoso discorso all'Areopago.

(c. 18,l-22) Dopo questi avvenimenti Paolo lascia Atene si reca a Corinto, alloggiando presso un Giudeo di nome Aquila, fabbricante di tende e incomincia a predicare nella sinagoga; quando giungono Sila e Timoteo egli si dedica tutto alla predicazione. Di notte gli appare il Signore: non aver paura, perché io ho un popolo numeroso in questa città (v.9-10). Ancora una volta i Giudei cercano di portare in tribunale Paolo, ma il proconsole Gallione dichiara la denuncia non di sua competenza.

Paolo, in compagnia di Priscilla e Aquila, s'imbarca per la Siria (a Cencre si fa tagliare i capelli per un voto). Giunto ad Efeso, lascia i due coniugi, parla nella sinagoga, poi riparte per Cesarea, si reca a salutare la chiesa di Gerusalemme e ritorna ad Antiochia.

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3.viaggio

                                                

Atti degli Apostoli 15,36-41; 16,1-40; 17, 1-34; 18,1-22

(c. 18,23) Trascorso colà (Antiochia) un po' di tempo, partì di nuovo percorrendo di seguito le regioni della Galazia e della Frigia, confermando nella fede tutti i discepoli.

(c. 19,1-4) Attraversate le regioni dell'altipiano, Paolo giunge ad Efeso dove si ferma a lungo (circa due anni). Battezza 12 uomini nel nome del Signore Gesù e parla di Gesù Cristo nella sinagoga e nella scuola di un certo Tiranno. Alla fine della permanenza di Paolo ad Efeso accade la sommossa degli orefici (fabbricatori di idoli) che difendono il loro lavoro e il culto reso alla grande Artemide, messi a rischio dalla predicazione di Paolo (vv.23-41).

(c. 20,l-28) ln seguito a ciò Paolo lascia Efeso con alcuni suoi discepoli e si dirige verso la Macedonia. A Triade partecipa alla celebrazione della cena e predica a lungo. Un ragazzo, Eutico, seduto sulla finestra, s'addormenta e cade. Muore, ma Paolo lo risuscita (vv.8-12). Da Triade Paolo si trasferisce (Asso, Mitilene, Chio, Samo) a Mileto (v.15), dove fa venire gli anziani di Efeso per salutarli (vv.17-38).

(c. 21,1-17) Da qui salpa per giungere a Cos, a Rodi, a Pàtara, per arrivare poi a Tiro sfiorando l'isola di Cipro. Dopo una settimana per nave giunge a Tolemaide dove si fermano un giorno per salutare i cristiani del posto. Prosegue per Cesarea dove un "profeta", Agabo, predice a Paolo che sarà legato dai Giudei e consegnato ai pagani. Accompagnato da alcuni amici, Paolo prosegue per Gerusalemme dove è accolto festosamente dalla comunità cristiana.

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Atti degli Apostoli 21,18-40; 22-28

(c. 21,17-40) A Gerusalemme, dopo i saluti, Paolo viene avvertito di certe riserve sul suo insegnamento e comportamento circa la legge giudaica da parte dei cristiani giudaizzanti. Giungono dall’Asia dei Giudei che accusano paolo di andare contro la legge. Mentre essi cercavano di ucciderlo, giunse la notizia al tribuno della coorte che seda il tumulto e arresta Paolo (vv.33-40).

(c. 22) Paolo parla al popolo in sua difesa (vv.1-21) e dichiara al tribuno che egli è cittadino romano (vv.22-29).

(c. 23) Paolo parla davanti al Sinedrio, poi, ricondotto in caserma di notte è confortato dal Signore (v.11). Congiura dei Giudei per uccidere Paolo (vv.12-22); il tribuno Claudio Lisia manda Paolo, sotto numerosa scorta, al governatore Felice a Cesarea.

(c. 24) Dopo cinque giorni arriva il sommo sacerdote Anania con alcuni anziani e un avvocato, Tertutto. Accuse a Paolo e sua difesa. Felice tiene in prigione Paolo, anche se più di una volta lo ascolta (sperando anche di avere da lui del denaro). Trascorsi due anni arriva il successore, Porcio Festo, e Felice lascia in prigione Paolo per far piacere ai Giudei.

(c. 25) I Giudei davanti a Festo, a Cesarea, accusano Paolo, che si difende dichiarandosi innocente. Festo tergiversa e Paolo si appella a cesare. Il re Agrippa chiede a Festo di poter ascoltare Paolo. Festo presenta il caso al re Agrippa in tribunale.

(c. 26) Difesa di Paolo che racconta la storia della sua conversione. E Festo: sei pazzo, Paolo. Alla fine, il re Agrippa: quest'uomo non ha fotto nulla che meriti lo morte o le catene.

(c. 27) Paolo con altri prigionieri viene consegnato al centurione Giulio perché lo porti a Roma per nave in successive tappe: Sidone (dove l'apostolo può visitare alcuni amici), Mira della Licia(qui cambiano nave), Cnido; poi - con grande difficoltà per i venti contrari - giungono alla città di Lasèa nell'isola di Creta. Paolo, vedendo il mare agitato, propone di fermarsi a svernare. Il centurione, invece, decide di proseguire il viaggio. Trascorrono così quattordici giorni nella tempesta senza sapere dove si trovavano. Alla fine, ecco apparire una scogliera: è l'isola di Malta. Paolo calma l'agitazione che è scoppiata sulla nave e tutti approdano salvi.

(c. 28) Nell'isola di Malta: episodio della vipera, guarigione del padre di Publio, il primo dell'isola. Dopo tre mesi, salpano con una nave di Alessandria, che aveva svernato nell'isola. Giungono a Siracusa, poi a Pozzuoli e infine a Roma, dove Paolo alloggia in una casa privata, sorvegliato da una guardia, riceve gente e predica. Trascorrerà così due anni.