1987 Pv. Riflessioni natalizie

Riflessioni natalizie 1987

………………

Girando in questi giorni per Pavia, l'ho vista brillante di luci e percorsa da molta gente tutta indaffarata a far compere. Dovunque si toccava con mano una diffusa aria di festa. Anche sul volto dei bambini si leggeva la gioia delle prossime vacanze.

Sono però andato anche al Policlinico, al Pertusati, alle Carceri, per rendermi conto dell'intera città. Anche questi luoghi ne fan parte. Ho incontrato poi la gente di piccole chiese di campagna, come a Sanvarese, e nel nostro grande Duomo. E mi sono domandato: qual é il vero volto degli uomini? Quello allegro o quello triste? Quello della speranza o della sfiducia? Quello religioso o quello spensierato? Oppure tutte queste note insieme?

Anche dalle cronache del giornale ci sono pervenute in questi ultimi tempi notizie disparate: da quelle di guerra provenienti dal Medio-Oriente, dal Libano, a quelle di pace provenienti dall'accordo Reagan e Gorbaciov.

E mi sono domandato: di che cosa ci rallegriamo? Di che cosa ci rattristiamo? Pare tante volte che il Natale, cioè la nascita di Dio tra gli uomini, non interessi più la maggior parte della gente, almeno guardando alle preoccupazioni che guidano la vita di ciascuno, vedendo ciò che ognuno di fatto cerca.

Se noi però osserviamo le esigenze più profonde dell'uomo, quelle che molte volte stanno in noi come addormentate, allora ci accorgiamo che l’uomo cerca sempre primariamente “qualcuno”, non “qualcosa”. E il Natale è dono all'uomo di “Qualcuno” e lo falsifichiamo quando lo riduciamo semplicemente a “qualcosa”. Qui sta la sua sorprendente originalità: nel Natale Dio ha voluto porsi accanto ad ogni uomo, anche al più diseredato. È vero questo non solo per il giovane sano, libero, ma anche per l'ammalato, per il carcerato. Qui sta la ricchezza e l'universalità del Natale.

Per coglierla però dobbiamo saper fare un momento di silenzio dentro di noi. In modo significativo un antico canto natalizio tedesco porta come titolo: “La notte del silenzio”. Alla conclusione del racconto della nascita di Gesù a Betlemme, San Luca scrive che “Maria, da parte sua, serbava tutte queste cose, meditandole nel suo cuore”. (Lc.2,20).

Vorrei invitare tutti i pavesi a questo momento di silenzio, di meditazione, a imitazione di Maria, di fronte all'evento della nascita di Cristo tra noi. Non si tratta solo di un ricordo. Egli è ancora tra noi e con noi. E la scoperta di Lui presente nella nostra debolezza è sempre via di riscoperta dell'uomo. Un valore del Natale intravisto spesso anche dai non praticanti, pensosi però sul mistero dell'uomo.

Una scoperta che auguro ad ogni pavese.

 

Pavia, S. Natale 1987

+ Giovanni Volta Vescovo

Vita Diocesana 1987, pp. 138-139