1997 Pv. I misteri della vita pubblica di Gesù (5)

Catechismo per la Quaresima 1997

(Cattedrale di Pavia, mercoledì 19 marzo ore 17,30-18,00)

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CREDO IN GESU' CRISTO

(5)

I misteri della vita pubblica di Gesù

(CCC: 535-570)

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Continuiamo il nostro cammino di conoscenza del mistero di Cristo osservando particolarmente i comportamenti della sua vita che s'intrecciano con le sue parole e danno ad esse la consistenza dei suoi gesti. Del resto Gesù stesso più volte ha fatto riferimento alla condotta della sua vita per precisare il senso delle sue parole. Per esempio quando ha detto ai suoi: amatervi come io vi ho amato, imparate da me che sono mite ed umile di cuore, vieni e seguimi, venite e vedete.

E proprio perchè si tratta di comprendere Lui, il Signore, ancora una volta il nostro primo atteggiamento è quello della preghiera, dell'invocazione. Gesù stesso aveva detto: nessuno può venire a me se il Padre mio non lo attrae.

"Sono piccolo, Signore, e per questo come Zaccheo m'arrampico sull'albero della storia per vederti passare, per sentirmi chiamare, per sperare che Tu ancora una volta entri in casa mia e la rinnovi, come si usa fare alla vigilia di Pasqua.

Ho sete, Signore, e come la Samaritana ti chiedo l'acqua viva perchè non abbia più a tornare a bere l'acqua piovana delle mie vanità che non dissetano.

Alle volte sono cieco, Signore, e non so scorgere il tuo volto nei segni sacramentali e nelle sembianze dei poveri, e non so scegliere la mia strada. Come il cieco di Gerico anch'io ti chiedo: che io veda.

Che io "veda" la tua vita e possa comprendere la mia alla tua luce e ne tragga la forza per seguirti.

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5.1. Fatti ricordati dal Catechismo

Diversi sono i fatti che il Catechismo della Chiesa Cattolica ricorda nei quali si rivela a noi le varie sfaccettature della figura di Gesù Cristo: il battesimo di Gesù in cui il Signore si lascia annoverare tra i peccatori, riceve la testimonianza del Padre e si mostra esemplare del nostro battesimo sacramentale, nel quale moriamo e risorgiamo con Lui; la tentazione di Gesù nella quale ci viene mostrato il vero volto del Messia; l'annuncio della vicinanza del Regno e la chiamata universale alla salvezza in cui si mostra che il Figlio di Dio è venuto per tutti gli uomini; i segni del Regno di Dio come i miracoli e le guarigioni, la liberazione dell'uomo dai mali terreni della fame, dell'ingiustizia, della malattia e della morte; la chiamata degli apostoli per servire e governare la Chiesa; la trasfigurazione per mostrare Gesù Cristo che unisce in sè la sofferenza e la gloria; la salita a Gerusalemme e l'ingresso messianico nella città della sua passione, morte e risurrezione.

In queste vicende ora prende risalto l'umanità di Cristo, ora il suo potere, ora le esigenze della sua chiamata, ora la larghezza della sua misericordia.

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5.2. Tre episodi: l'incontro con la Samaritana, con il cieco nato, la risurrezione di Lazzaro.

Tra i vari eventi della vita pubblica di Gesù, che potremmo citare, ne scegliamo tre che ci illustrano la sua persona e la sua missione: l'incontro con la Samaritana, con il cieco nato, la risurrezione di Lazzaro. Tutti e tre questi episodi sono tratti dal Vangelo di san Giovanni particolarmente attento ad evidenziare il rapporto che intercorre tra ciò che va facendo Gesù e il valore rivelante dei suoi atti.

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a) L'incontro di Gesù con la Samaritana (cf.Gv.4.1-41): inizia con il mostrare l'umanità di Gesù che è stanco e ha sete. Poi si sviluppa in un dialogo che ci dice come il Signore conosce ciò che sta nel cuore e nella storia dell'uomo. Infine Gesù da richiedente si trasforma in donante, donante l'acqua viva che sola è in grado di dissetare l'uomo.

b) L'incontro di Gesù con il cieco nato (cf.Gv.9,1-41). Anche qui abbiamo l'esempio di un cammino verso la scoperta e il riconoscimento di Gesù. L'episodio inizia con la discussione sul perchè di quella cecità, si snoda poi con la guarigione, con la ricerca di ciò che vuol dire quella guarigione per terminare con il riconoscimento di Gesù, Figlio dell'uomo, il Messia, venuto in questo mondo "perchè coloro che non vedono vedano e quelli che vedono diventino ciechi" (Gv.9,39).

c) La risurrezione dell'amico Lazzaro (cf. Gv.11,1-44). Gesù incontrando le sorelle di Lazzaro condivide il loro dolore fino al pianto, mostrando così la pienezza della sua umanità, la sua amicizia ferita da quella morte. In quello stesso episodio però egli manifesta il suo potere divino nel richiamare Lazzaro alla vita e quindi nel rivelare chi è: "Io sono la risurrezione e la vita; chi cree in me, anche se muore, vivrà; chiunque vive e crede in me, non morrà in eterno" (Gv.11,25-26).

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5.3. Sintesi

"Dall'inizio della sua vita pubblica al momento del suo battesimo Gesù è il -Servo- totalmente consacrato all'opera recentrice che avrà il compimento nel -battesimo- della sua passione" (565).

"La tentazione nel deserto mostra Gesù, Messia umile che trionfa su Satana, in forza della sua piena adesione al disegno di salvezza voluto dal Padre" (566).

"Il Regno dei cieli è stato inaugurato in terra da Cristo. -Si manifesta chiaramente agli uomini nelle parole, nelle opere, nella persona di Cristo-. La Chiesa è il germe e l'inizio di questo Regno. Le sue chiavi sono affidate a Pietro" (567).

"La Trasfigurazione di Gesù ha come fine di consolidare la fede degli Aspotoli in vista della passione: la salita sull' -alto monte- prepara la salita al Calvario. Cristo, Capo della Chiesa, manifesta ciò che il suo Corpo contiene e irradia nei sacramenti: -la speranza della gloria- (Col.1,27)" (568).

"Gesù è salito a Gerusalemme volontariamente, pur sapendo che vi sarebbe morto di morte violenta a causa della grande ostilità dei peccatori" (569).

"L'ingresso di Gesù a Gerusalemme è la manifestazione dell'avvento del Regno che il Re-Messia, accolto nella sua città dai fanciulli e dagli umili di cuore, si accinge a realizzare con la Pasqua della sua morte e Risurrezione" (570).

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5.4. Preghiera

"Signore Gesù,

tu sei i miei giorni,

non ho altri che te nella mia vita.

Quando troverò

un qualcosa che mi aiuta,

te ne sarò immensamente grato;

però, Signore, quand'anche fossi solo,

quand'anche non ci fosse nulla

che mi dà una mano,

non ci fosse neanche un fratello di fede

che mi sostiene,

tu, Signore, mi basti,

con te ricomincio da capo.

Tu mi basti, Signore:

il mio cuore, il mio corpo, la mia vita,

nel suo normale modo di vestire,

di alimentarsi, di desiderare

è tutta orientata a te.

Io vivo nella semplicità

e nella povertà del cuore;

non ho una famiglia mia,

perchè tu sei la mia casa,

la mia dimora, il mio vestito, il mio cibo,

tu sei il mio Desiderio".

(Don Luigi Serenthà)

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NB. Disponiamoci a vivere con il Signore la prossima Settimana Santa.

Lunedì, martedì e mercoledì prossimi (24,25,26 marzo), alle ore 21, il Vescovo terrà, attraverso Radio Ticino, un piccolo Corso di Esercizi Spirituali.

Giovedì, venerdì e sabato (27,28,29 marzo), sempre alle ore 21, sarà trasmessa attraverso Radio Ticino la Liturgia del triduo pasquale celebrata dal Vescovo nella chiesa del Carmine.