Alessandro Cattaneo, sindaco di Pavia dal 2009 al 2013, "Lo ricordo nel giorno della mia Cresima e alle processioni delle Sacre Spine" Il Ticino, febbraio 2012

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Lo ricordo nel giorno della mia Cresima

e alle processioni delle Sacre Spine

Alessandro Cattaneo

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Ricordare Monsignor Giovanni Volta significa parlare come sindaco di una figura che ha dato tantissimo alla nostra città, ma allo stesso tempo è per me un piacevole e commosso tuffo in un passato fatto di tanti ricordi. Quanto al segno che Monsignor Volta ha lasciato indelebile a Pavia, la mia non è altro che una testimonianza che si aggiunge a tantissime altre e questo è già di per sé significativo: la città tutta, non appena ha saputo della sua scomparsa, ha immediatamente ricordato e sottolineato la grande umanità e lo spirito di servizio con cui Monsignor Volta ha sempre operato a Pavia.

Alla guida della Diocesi pavese è stato capace di essere punto di riferimento, promotore di iniziative importanti, voce sempre attenta e presente in città e vero e proprio Pastore che ha contribuito a far crescere la nostra comunità.

Ma il ricordo di Monsignor Giovanni Volta è per me significativo e vivissimo perché rappresenta quella che è stata la mia storia personale, la mia infanzia, le mie radici. Ricordo come se fosse ieri il giorno della mia Cresima, nella parrocchia di Santa Maria di Caravaggio: una giornata importante in cui Monsignor Volta per noi più che un Vescovo era una figura paterna, dai tratti dolci, che infondeva ottimismo verso quel mondo che noi bambini ci apprestavamo ad affrontare. Con poche parole o con un gesto era capace di creare familiarità e di non far percepire alcuna distanza, come invece capita spesso quando si ha a che fare con una figura di grande rilievo ed importanza.

E poi, altro ricordo indelebile, quello delle processioni delle Sacre Spine, quando da bambino servivo come chierichetto: erano sempre belle serate in cui la comunità si univa attorno ai nostri simboli e ai nostri valori e ricordo bene che Monsignor Volta era guida e punto di riferimento imprescindibile per tutti, sempre pronto ad ascoltare e capace anche con poche parole di lasciare un segno in tutti noi, come lo ha lasciato nella nostra Pavia.

Il Ticino, 17 – 02 – 2012, pag. 9