05. Cesare Beretta (pv) presidente della sezione penale del Tribunale di Pavia.L’attenzione alla famiglia e la grande esperienza del Sinodo

L’attenzione alla famiglia e la grande esperienza del Sinodo

Cesare Beretta

                                       

Sollecitato dal direttore, aggiungo anch’io il mio mattoncino di ricordi su Monsignor Giovanni Volta. Mi soffermerò su pochi aspetti, per me molto significativi.

Di lui pastore ricordo anzitutto l’attenzione alla famiglia, di cui è segno la serie di lettere alla famiglie pavesi, iniziata nel 1987, ognuna delle quali dedicata ad aspetti specifici della vita coniugale e familiare.

Poi, verso la fine della sua missione a Pavia, c’è stata l’esperienza del Sinodo, cui ho potuto partecipare su invito dello stesso Monsignor Volta.

Le prime riunioni occuparono tutti i sabati pomeriggio per tre o quattro mesi e furono costantemente dirette dal Vescovo. È stata una bella esperienza di Chiesa, nella quale si sono sentite le diverse voci e aspettative della diocesi.

Durante la cerimonia conclusiva lo stesso Monsignor Volta consegnò a ciascun partecipante il documento finale del Sinodo e si trattò di un momento molto coinvolgente.

Vale la pena di ricordare anche l’impegno dispiegato da Monsignor Volta all’interno della Commissione ecclesiale “Giustizia e pace”. Durante la sua Presidenza fu elaborato il documento “Educare alla legalità” di cui si può apprezzare una quasi immutata attualità, il che non è esattamente un bel segno per la società italiana.

Il documento fu licenziato il 16 ottobre 1991 e stigmatizzava quel malcostume politico amministrativo che sarebbe apparso evidente tre mesi dopo, quando iniziò l’epoca cosiddetta di “mani pulite”; esso fu presentato dallo stesso Mons. Volta in un’affollata manifestazione nella Sala dell’Annunciata e suscitò un vivace dibattito.

Ma non c’è stato solo il “volto ufficiale” del Vescovo. L’autorevolezza della funzione e del ruolo fanno considerare di solito il Vescovo come una persona difficilmente accessibile, impressione che svaniva quando s’aveva occasione di un incontro personale con Monsignor Volta, al di fuori dell’ufficialità. Con quel suo sguardo schietto e diretto egli sapeva esprimere un’affabilità ed un interesse reale per il suo interlocutore: qualche volta la sua domanda “vanno sempre bene i figlioli?” finiva per anticipare il saluto che mia moglie ed io stavamo per porgli.

Questo aspetto si è reso ancora più evidente dopo il termine della sua missione episcopale, quando nei suoi frequenti ritorni a Pavia aveva occasione di incontrare tante persone in modo più informale.

Ho avuto modo di verificarlo in occasione della partecipazione di Monsignor Volta a diversi momenti di vita e di festa della Casa del Giovane, istituzione cui è sempre stato vicino.

Proprio su queste pagine (ndr. Il Ticino), giusto un anno fa, sottolineai ’appassionato e commovente ricordo di Don Enzo Boschetti che, nell’anniversario della morte, Mons. Volta consegnò alla Comunità.

L’ultimo incontro e l’ultimo saluto furono dopo la celebrazione eucaristica a ricordo del suo venticinquesimo anno di episcopato, nel giugno 2011, occasione che avrebbe meritato maggiore presenza di fedeli. Ma nessuno allora pensò che si sarebbe trattato dell’ultimo incontro.

Il Ticino, 24 febbraio 2012 pag. 4