2. Mn. Anna Orlandi Pincella, Recensione del libro di Andreani-Peruselli "Monsignor Giovanni Volta"

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"Monsignor Giovanni Volta":

un episcopato al servizio dei poveri narrato dalle ACLI di Pavia

                                

Libro.GV

                                  

                                    

“Addio a monsignor Volta, vescovo delle famiglie”: così la Gazzetta di Mantova il 5 febbraio 2012 intitolava la notizia della sua morte.

Monsignor Volta prima di diventare vescovo era molto conosciuto come teologo, come conferenziere sulle tematiche conciliari e come educatore, soprattutto negli anni in cui fu Assistente Generale dell’Università Cattolica. Diventato vescovo di Pavia, la pastorale della famiglia divenne l’aspetto più noto del suo episcopato: il richiamo ai valori della famiglia era costante e capillare.                               

Il tema dell’impegno sociale della Chiesa e soprattutto del laicato poteva apparire secondario; in realtà era la costante che sottostava e unificava le varie espressioni del suo impegno pastorale. La ragione ripetutamente richiamata era semplice: se Dio è nostro Padre, noi siamo suoi figli e tra noi siamo fratelli; dobbiamo dunque amarci come Lui ci ama, mettendo gli “ultimi” al primo posto. Riassumeva tutta l’etica in una sola domanda cruciale: è da figlio o non è da figlio? Le prime parole alla diocesi furono: "Saluto e benedico tutti, soprattutto i più indifesi, gli ammalati, gli anziani, quelli che si sentono soli e senza amore”.

E, poiché l’uomo non è un’entità astratta, ma siamo un tu e un io nella concretezza del nostro esserci qui e adesso, l’amore per il prossimo non può essere una generica filantropia, ma deve essere un farsi carico dei problemi concreti delle persone di oggi. La famiglia cristiana, così come la Chiesa, deve diventare da “introversa” ad “estroversa”: mons. Volta lo raccomandò nell’omelia del 9 dicembre 2003 quando, dando l’addio alla diocesi, indicò la direzione del cammino. Famiglia e Chiesa non chiuse nel proprio guscio, ma aperte agli altri e soprattutto a chi ha più bisogno.

                              

L’educazione al servizio

In questa prospettiva anche il tema dell’educare assume una valenza sociale di particolare intensità. Educare è aiutare i ragazzi a divenire adulti, cioè capaci di uscire dal proprio egocentrismo per vivere in una dimensione oblativa di servizio ai fratelli. Per la famiglia cristiana l’educazione alla fede è un tutt’uno con l’educazione al servizio: non solo individualmente, ma anche nell’impegno sociale, nella partecipazione fattiva, onesta, competente e appassionata finalizzata al bene comune di Pavia e – per quanto possibile - anche di ambiti più vasti.

Mons. Volta, fiero delle sue radici contadine, era un uomo concreto: non solo parole, ma fatti. Incoraggiò, sostenne e talora promosse egli stesso le molte iniziative benefiche che fiorirono in quegli anni; agli “ultimi”, colpiti dalle multiformi tipologie di povertà, dedicò ascolto e spesso impegno fattivo, né si risparmiò negli impegni fuori diocesi. Tra i più noti ricordiamo la missione in Kossovo a nome della Caritas lombarda e la presidenza della Commissione Ecclesiale Giustizia e Pace con la pubblicazione delle note pastorali “Uomini di culture diverse: dal conflitto alla solidarietà” (1990) e “Educare alla legalità (1991).

                                    

Le ACLI in prima linea

Il tema dell’impegno sociale per un mondo più umano permea tutto l’episcopato di mons. Volta, ma proprio la sua onnipresenza rende difficile coglierne gli aspetti essenziali.

È dunque importante il testo-testimonianza pubblicato da Gianni Andreani e Francesco Peruselli nell’edizione di Ibis, nato prima di tutto dalla conoscenza e dalla frequentazione personale degli Autori con il loro vescovo, condizioni necessarie per sapere “dove metter mano”. L’angolatura scelta è quella di chi non solo ascolta e approva, ma anche mette in pratica: gli Autori sono stati rispettivamente presidente e vice-presidente delle ACLI pavesi nel ventennio 1975-1996 e sono tuttora aclisti variamente impegnati: attuatori concreti, quasi a mostrare come l’abbondante semina del loro vescovo avesse portato frutto.

Il titolo Monsignor Giovanni Volta già allude ad una visione d’insieme del suo episcopato. Il sottotitolo La Chiesa le opere la società civile (opportunamente senza virgole, ad indicare una continuità) ne indica la chiave di lettura.

Gli interventi di Domenico Giacomantonio, attuale presidente delle ACLI, di mons. Gianfranco Poma, incaricato diocesano per la cultura, l’ecumenismo e il dialogo,e di Andrea Albergati, già sindaco di Pavia arricchiscono il lavoro con competenti testimonianze di prima mano. Né va sottovalutato l’impegno del reperire - nella sterminata produzione di mons. Volta - i passi più opportuni per esprimere con le sue stesse parole il suo pensiero.

Conclude l’opera una scelta di diciannove testi pertinenti ai temi trattati: scelta difficile e felicemente riuscita, così come felicemente riuscita è la presentazione dei testi – spesso lunghi e complessi – in un’agile e avveduta sintesi (chi volesse leggerli per intero può trovarli su quest sito)

Questo libro è il frutto di un’impresa non facile, e tuttavia ben riuscita, che recherà un significativo contributo alla Storia della Chiesa pavese e non solo.

Anna Orlandi Pincella

G. Andreani - F. Peruselli, Monsignor Giovanni Volta, ed. Ibis, Como-Pavia 2017,

Euro 12, ISBN978-88-7164-568-1

                 

Pubblicato sul settimanale diocesano La Cittadella domenica 12 febbraio 2018