Un gruppo, un cammino, una storia
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- Categoria: ricordo e testimonianza
- Pubblicato Venerdì, 31 Gennaio 2025 07:16
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Dicembre 1972. Un gruppo di giovani famiglie, otto inizialmente, provenienti da parrocchie diverse, con esperienze lavorative diverse, con la gioia e l’insicurezza di essere giovani genitori e con il comune desiderio di conoscersi e mettere insieme i propri cammini di fede, si riuniscono a Villa Elena di Affi.
Promotore e anima dell’incontro è il caro, indimenticabile Mons. Giovanni Volta.
Da allora, mensilmente, ci siamo ritrovati ospiti dell’una o dell’altra famiglia, per leggere, meditare la Parola di Dio e incarnarla nella quotidianità di ciascuna coppia. L’esperienza di questi incontri che chiamavamo “Gruppo di spiritualità familiare” è durata per più di trent’anni. Attingevamo con gioia alla sapienza teologica di don Giovanni e alla sua saggezza di uomo e di pastore.
“Don Giovanni” era per noi dall’inizio, e così è sempre stato anche quando andavamo a trovarlo, Vescovo, a Pavia. Un pastore, un amico, un “papà” con cui passare dall’ascolto di argomenti elevati, all’apprezzamento di consigli paterni, alla battuta scherzosa che ci faceva tornare con i piedi per terra.
Sì, perché Lui sapeva cogliere di ognuno di noi i lati positivi e le debolezze che, da fine psicologo, sapeva minimizzare col suo dialetto di Gazoldo “ma lassa star”, accompagnate da una risata sincera, o da una “pacca” sulla spalla.
Erano pomeriggi attesi che passavano veloci, dai quali tornavamo carichi di entusiasmo, rinnovati nella fede, più robusti nell’affrontare le difficoltà della vita quotidiana.
Con lui abbiamo compiuto la parte più lunga del nostro cammino di famiglie, più di trent’anni, che non si è interrotto neppure durante la sua missione di Vescovo a Pavia. Ci ospitavano per una giornata, lui e la cara sorella Emilia, con la cordialità e la cura che si riserva a “personaggi importanti”, facendo in modo che nell’ambiente curiale non ci sentissimo a disagio.
Della curia loro si erano ritagliati una piccola parte come abitazione, senza sfarzi, solo funzionale alla loro vita e al piacere di ospitare amici, sacerdoti, persone bisognose di essere accolte ed ascoltate.
Anche in curia il Vescovo e la sorella avevano conservato le buone abitudini e lo stile di chi proviene “dalla campagna” e ne conserva il “profumo” e la saggezza.
Il tempo e le vicende della vita hanno cambiato la fisionomia del nostro gruppo: non ci possiamo più incontrare come prima, per difficoltà e problemi di salute, ma ci lega ancora uno spirito di amicizia e di solidarietà per il quale dobbiamo sempre ringraziare il Signore e il caro don Giovanni.
Gloria Giusberti Mantovani

