Pv 1992 Volontariato, scelta di libertà. Bollettino dell'Associazione "Lino Sartori"
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- Pubblicato Giovedì, 02 Luglio 2020 16:54
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L BOLLETTINO dell’Associazione pavese per la cura del dolore
“Lino Sartori” Anno II n. 1° giugno 1992

Le riflessioni del Vescovo della diocesi di Pavia
Il volontariato è una scelta di libertà
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“Nella mia vita ho incontrato molti giovani ricchi di troppe cose e stanchi, che hanno poi riscoperto il valore della loro esistenza quando incominciarono a fare qualcosa per gli altri”, spiega monsignor Giovanni Volta, vescovo della diocesi di Pavia.
In una società che si va sempre più organizzando per diventare più rapida ed efficiente, tendiamo a nascondere quello che non riusciamo a dominare. Si vorrebbe fare della società una macchina perfetta, senza imprevisti, dimenticando in questa corsa la grandezza più propria dell’uomo, quella per esempio di sapersi commuovere o di stupirsi di fronte alla povertà o alla malattia di un uomo, oppure alla bellezza della natura, di saper dare qualcosa di sé agli altri gratuitamente, senza calcoli. In questa scoperta della dimensione libera e gratuita dell'uomo sta l’ispirazione fondamentale del volontariato. Esso, prima di essere un impegno di soccorso per qualcuno, è l’espressione più profonda della vita umana.
Domenica: 31 maggio si è tenuta Pavia, in piazza della Vittoria, la seconda festa del volontariato, cui hanno partecipato una quarantina di associazioni. Durante il dibattito in Santa Maria Gualtieri e stato sottolineato come il volontario, se da un lato anticipa il servizio pubblico, scoprendo, immediatamente i nuovi bisogni e le nuove emergenze, dall'altro lo integra, rendendone più umana la struttura e svolgendo sempre un’attività di stimolo, di denuncia e di progetto.
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Il volontariato è una espressione significativa
della libertà umana
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La nostra società si va sempre più organizzando per diventare più rapida, efficiente e adeguata nei suoi servizi e nelle sue relazioni. Stiamo vivendo un momento di grande crescita tecnologica, che permette all’uomo traguardi di realizzazioni e di comunicazioni un tempo impensabili. Contemporaneamente però, proprio perché vogliamo una società sempre più efficiente, per questo tendiamo a nascondere ciò che non riusciamo a dominare o a cambiare, perché la nostra immagine di potenza non venga scalfita.
Paradossalmente l’uomo nel suo sogno di potenza vorrebbe fare della società come una macchina perfetta, in cui tutto procede ordinatamente, senza arresti, senza imprevisti, dimenticando in questa corsa la sua grandezza più propria, quella per esempio del sapersi commuovere o di stupirsi di fronte alla povertà o alla malattia di un uomo, oppure alla bellezza della natura, di saper dare qualcosa di sé agli altri gratuitamente, senza calcoli.
In questa scoperta della dimensione libera e gratuita dell’uomo, pur dentro una società dove tutto pare scontato e preordinato, sta l’ispirazione fondamentale del volontariato. Esso, prima di essere un impegno di soccorso per qualcuno, è l’espressione più profonda della vita umana, per cui l’uomo è capace di condividere, di stare accanto, di trovare il tempo per ascoltare, per aiutare, e questo non per qualcosa d’altro – per esempio per il denaro, per la carriera – ma semplicemente per amore della persona che gli è vicina. Di fronte ad una scoperta scientifica rimaniamo spesso stupefatti, perché scorgiamo in essa la grandezza penetrante dell’intelligenza umana. Di fronte ad un’opera d’arte il nostro spirito gioisce nel contemplare la sorprendente creatività dell’uomo. Di fronte ad un gesto di gratuità, di soccorso che un uomo compie per un altro uomo, noi restiamo ammirati per la rivelazione che in esso si compie del cuore umano.
Si tratta di un gesto alla portata di tutti, e che tuttavia più ancora dell’opera “intelligente” e dell’opera “d’arte” rivela ciò che è più proprio dell’uomo: il suo cuore, la capacità di amare disinteressatamente.
Nella mia vita ho incontrato molti giovani ricchi di troppe cose e stanchi, che hanno poi riscoperto il valore della loro esistenza quando incominciarono a far qualcosa per gli altri. Il Vangelo ci ricorda che chi conserva gelosamente se stesso rischia di perdersi, mentre chi sa donarsi si ritrova. Una lezione che vale per tutti, piccoli e grandi, e in particolare per chi nei primi passi della sua vita s’interroga sul senso e sul valore della propria esistenza.
Siamo così gelosi della nostra libertà, ma questa rimane una promessa senza frutto finché non la esercitiamo.
Il volontariato può diventare una sua espressione significativa.

