1961 Testamento del papà Francesco Volta. Gazoldo, 30 giugno

Testamento di papà Francesco

(n. Sabbioneta 03-03-1882; m. Gazoldo 20-08-1962)

………………

Nonno Francesco con il nipotino omonimo

 

Gazoldo, 18 marzo 1960, giorno di S. Anselmo ………

Io sottoscritto Volta Francesco, sano di mente, intendo scrivere le mie ultime volontà che spero saranno scrupolosamente osservate.

Lascio la mia anima a Dio che credo e spero nella sua infinita bontà e per i meriti della sua passione e morte avrà misericordia di me e mi perdonerà di tutte le mancanze fatte anche involontariamente, il Signore mi liberi da ogni male e mi salvi e mi accolga nel suo Regno Celeste. Imploro la Beatissima Vergine Maria mia madre Celeste, il mio Angelo custode, i miei S. Protettori, tutte le anime del Purgatorio di proteggermi e far in modo che io muoia da buon cristiano nella S. Romana Chiesa, e che dopo d'averlo detto a tanti non mi succeda di perdermi io stesso.

Il Signore mi ha sempre assistito e con gioia morirò nel grembo di S. Romana Chiesa.

Domando perdono a mia moglie, ai miei figli e ai miei fratelli, a tutti se ho mancato di carità, di esempio, se ho dato loro scandalo sotto l'impulso dell'ira o di scortesia, e perdono a tutti che mi abbiano offeso e danneggiato. A tutti, ma specie ai miei figli raccomando d'amarsi, di aiutarsi a vicenda e chi più ne ha concorra ad aiutare il più bisognoso e che non sia l'insegnamento cristiano solo fatto a parole, perché un giorno renderemo strettissimo conto a Dio che sarà giusto e terribile.

Al mio caro Mario mi raccomando di farmi godere un pochino del suo dottorato dopo la mia morte; desidererei che tutti i religiosi, preti, frati, suore quando è richiesto visitare lo faccia gratuitamente e se volessero dare delle ricompense preghino e dicano messe in mio suffragio e io pregherò per lui presso il Signore.

Del mio don Giovanni pregherò sempre perché diventi un santo Sacerdote distaccato dalle cose del mondo e di aver gran cura dei poveri e bisognosi e che sia sale, sale della terra, e mi ricordi sempre nella S. Messa.

Gli altri. A Emilia raccomando più docilità e più abbandono nelle mani della divina Provvidenza, non a parole ma a fatti sia d'esempio.

A Carlino raccomando di non mai uscire dalla strada maestra e di far sempre scrupolosamente il galantuomo e il buon cristiano.

A Matilde mi raccomando sia sposa esemplare, voglia bene a suo marito e a suo figlio, ma che il suo bene sia un bene cristiano e sempre di buon esempio.

A Enrico raccomando di ricordarsi sempre dei suoi genitori defunti e d'esser sempre buon cristiano, di voler bene alla moglie e di allevare una famiglia irreprensibile.

A Giuseppe che spero sarà sempre buono e si ricorderà dei suoi genitori. (…)

In poche parole raccomando di non litigare ma d'andare d'accordo, facendo sempre l'esame di coscienza e non si veda che cristiani e figli tutti dello stesso padre non veniate in aiuto gli uni agli altri. Che fa così brutto vedere quelle famiglie che in liti si sono mangiati e distrutti quel poco sudore che hanno loro lasciato i genitori! A mio fratello Enrico un grazie di cuore per quello che ha fatto per me.

Dopo la mia morte raccomando a Mario e a Giovanni di esser loro che devono fare e disporre ciò che crederanno meglio; nessuno intralci il loro operato. Nessuno si lamenti, perché la ricompensa verrà data da Dio. Vivete sempre in buona armonia e vogliatevi sempre bene. Tanto la vita è breve e non val la pena di angustiarsi per gli interessi materiali! Pregate sempre per me che io farò altrettanto. Così termino benedicendovi tutti di cuore.

In fede

Francesco Volta

Finito di scrivere il 30-6-1961