Dal sito della Gazzetta di Mantova
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- Categoria: esequie
- Pubblicato Giovedì, 03 Luglio 2014 15:38
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FUNERALI IN DUOMO
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Cento preti per l’addio al vescovo Volta
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La comunità mantovana ha dato l'ultimo saluto a monsignor Giovanni Volta, docente e rettore del seminario diocesano, assistente spirituale all'Università Cattolica di Milano e vescovo di Pavia per 17 anni.
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La comunità mantovana ha dato l'ultimo saluto a monsignor Giovanni Volta, docente e rettore del seminario diocesano, assistente spirituale all'Università Cattolica di Milano e vescovo di Pavia per 17 anni, rientrato a Gazoldo nel 2004, suo paese d’origine. Deceduto sabato all'età di 83 anni, ieri pomeriggio celebrati in Duomo dal vescovo Roberto Busti insieme all'emerito Egidio Caporello, affiancati da oltre un centinaio di presbiteri di Mantova e Cremona, e a cui hanno preso parte centinaia di fedeli. Una processione ha accompagnato il feretro dalla cappella del seminario alla cattedrale, passando per via Cairoli, temporaneamente inibita al traffico. Ai piedi dell'altare erano deposti i labari del Comune di Gazoldo degli Ippoliti e delle sezioni Avis ed Aido della comunità gazoldese, campeggiata dal sindaco Nicola Leoni. Vicino alla bara giacevano i paramenti sacri. «E' la prima volta che mi capita di presiedere l'eucarestia nella quale consegniamo un vescovo nelle mani del Padre – ha riferito Busti durante l'omelia –. Era figlio della nostra chiesa mantovana. Un annunciatore infaticabile del Vangelo».
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Il compito di ripercorrere le tappe dell'attività episcopale è spettato a monsignor Egidio Faglioni. Ha raccontato che spesso Volta amava ripetere che «un prete ed un vescovo devono sempre avere la valigia pronta», per andare a portare la parola di Dio nei luoghi che gli vengono assegnati. Grazie al carattere, che lo spingeva ad esercitare il magistero in modo colloquiale, si era fatto benvolere dai giovani, che trovavano in lui un confidente pronto ad ascoltarli in ogni momento.
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Tante le testimonianze di cordoglio giunte alla diocesi ed ai famigliari, in primis quella letta dall'altare del cavalier Gaetano Scaravelli. «Rimpiangiamo la scomparsa del nostro amato confratello, commendatore di crazia ecclesiastica del Sacro Militare Ordine costantiniano di San Giorgio. Ci ha accompagnati spiritualmente, partecipando alle iniziative di beneficenza. Inchiniamo oggi le nostre bandiere».

