Mn. Testimonianza del Vescovo mons. Egidio Caporello

Gazzetta di Mantova, domenica 05 –02-2012

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«Abbiamo avuto la fortuna di vivere insieme l'esperienza dei Vescovi Emeriti»

Mons. Egidio Caporello, Vescovo emerito di Mantova

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"Io padovano, in servizio a Roma presso la Conferenza Episcopale Italiana. Fu subito amicizia, a motivo di una innata e reciproca istintività molto semplice, entrambi partecipi del fascino di un Concilio Ecumenico da poco celebrato che ci aveva appassionatamente impegnati, e che peraltro creava non poche complicazioni pastorali.

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Ci incontrammo più frequentemente quando lui ebbe la responsabilità di Assistente Generale dell'Università Cattolica di Milano negli anni non facili delle contestazioni studentesche a dir poco vivaci (a volte addirittura drammatiche) sia in Italia sia nel mondo.

Presso la Cei si sviluppavano progetti pastorali impegnativi e si cercava di promuovere relazioni pacate e avvedute, comunque chiare, per non rompere comunione e solidarietà ma per orientare competenze e sostegni da offrire non solo al rinnovamento ecclesiale, ma alla realtà sociale e culturale del Paese.

Lui portava in quella nostra sede innanzi tutto il suo temperamento, la sua mantovanità: immediatezza, pacatezza e intelligenza concreta, cordialità e affabilità che non eludevano questioni, mai "rompevano" e alla fine lasciavano porte aperte.

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Diventammo vescovi entrambi, a qualche anno di distanza. E ci trovammo di nuovo alla Cei quando monsignor Volta riuscì a coordinare la redazione di uno dei documenti più delicati e più riusciti della Conferenza Episcopale Italiana riguardanti la situazione esplosiva della legalità. Ricordo personalmente la sua tensione nell'ascoltare tutti, nel far tesoro di tutto, nel trovare comunque accordo chiaro, ma anche in questo caso lasciando non macerie ma porte aperte.

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In questi ultimi anni abbiamo avuto la fortuna di vivere insieme l'esperienza dei Vescovi Emeriti, entrambi in questa nostra diocesi di Mantova. Abbiamo goduto insieme l'espandersi della nostra amicizia e la comune simpatia per la comunità cristiana con il suo vescovo Roberto e, più apertamente, per tutta la realtà del territorio.

Ci siamo fatti davvero buona compagnia, questa volta entrambi da… buoni mantovani, sia pure a diverso titolo.

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Ha sofferto molto; gli sono stato vicino pur nei riguardi dovuti all'aggravarsi della sua situazione di salute. Questi ultimi suoi giorni mi hanno davvero spiritualmente commosso e incantato, perché ho visto alla fine tutta la trasparenza di quella sua personalità mantovana che è andata a compimento senza ribellioni e senza resistenze, con sguardi e flebili espressioni di amicizia; quasi anche in questa estrema situazione abbia visto convintamente che c'era la Porta aperta!