C. 14.2. Addio, nostra guida per 17 anni di Marianna Bruschi, La provincia Pavese, 05-02-2012

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LA PROVINCIA PAVESE

Addio a monsignor Volta. «Nostra guida per 17 anni»

L’ex vescovo di Pavia è morto a Mantova dopo quasi cinque mesi di malattia. Vicino ai giovani, alle famiglie e ai malati: «La sua porta era sempre aperta»

di Marianna Bruschi

PAVIA. E’ morto monsignor Giovanni Volta. Dopo quasi cinque mesi di malattia, in cui ha lottato con serenità, fino a ieri mattina quando non è più riuscito a respirare. Vescovo di Pavia per 17 anni, uomo schietto, sacerdote vicino ai giovani, alle famiglie. Era stato ricoverato a Mantova a metà settembre. Da pochi giorni aveva lasciato l’ospedale ed era ricoverato nella casa di cura San Clemente sempre a Mantova, a meno di 30 chilometri da Gazoldo degli Ippoliti, centro di 3mila abitanti dove era nato.

Martedì era andato a trovarlo don Roberto Romani, parroco a Corteolona e suo segretario per 11 anni. «A Natale e Pasqua faceva visita ai malati di ematologia – ricorda don Roberto – diceva sempre la messa in carcere e visitava una per una le celle». Anche quando celebrava nelle case di riposo poi entrava nelle camere di tutti gli anziani. Condivideva e accoglieva. «La sua casa era sempre aperta, alla sua tavola c’era sempre posto – ricorda ancora don Roberto – era esigente con se stesso, ma aperto con gli altri».

Monsignor Volta, da vescovo, ha affrontato la caduta della Torre civica nel 1989 e la chiusura del Duomo. «La sua presenza in città è coincisa con momenti significativi – ricorda il vescovo Giovanni Giudici – Ma Volta è stato anche colui che iniziò una lettura dei salmi al Fraschini con il cardinale Martini». Era attento alla formazione dei giovani, aveva insegnato alla Cattolica di Milano, organizzava campi di formazione teologica. «E aveva accompagnato questi ragazzi in Terra Santa», ricorda monsignor Giudici.

«Volta ha partecipato anche al documento Educare alla legalità, un testo importante per la situazione italiana che poi venne alla luce, lui voleva dare ai giovani gli strumenti per entrare nella vita con la capacità di leggerla e interpretarla», ricorda monsignor Gianfranco Poma. Il testo citato fu pubblicato nel 1991 dalla commissione ecclesiale Giustizia e pace, che Volta presiedeva.

«Per Natale aveva mandato a ciascuno dei nostri bambini una statuetta di Gesù – ricorda don Antonio Vitali della Casa di accoglienza alla vita – si è ricordato di loro anche dal letto di ospedale». Proprio alla struttura di Belgioioso è andato uno degli ultimi pensieri di Volta che ha chiesto di non avere fiori al funerale ma di devolvere fondi per questi bambini.

«Era uomo vicino alla gente – ricorda don Vincenzo Migliavacca, parroco della Sacra Famiglia e suo segretario dal 1986 al 1990 – ricordo la sua delicatezza con i bambini e l’attenzione per i malati».

Don Arturo Cristiani, responsabile della Casa del Giovane è stato ordinato sacerdote da Volta: «Era una figura paterna – lo ricorda – E’ stato importante per la Casa del Giovane, è con lui che è stata riconosciuta come parte della chiesa locale. E’ lui che ha celebrato i funerali di don Enzo Boschetti, ricordo che ci chiese di raccogliere le prime testimonianze per la causa di beatificazione».

Aveva 83 anni monsignor Volta, si è spento circondato dai nipoti e dagli amici più cari.