A. 11.1. Ricordi milanesi in Cattolica di don Stefano Moruzzi. Cr 2015

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Don Stefano Moruzzi

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Ricordi milanesi in Cattolica

 

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Nella mia vita sacerdotale due sono stati, e sono, i miei punti solidi di riferimento, ambedue mantovani e con una dose empatica di comunicativa notevole: mons. Giuseppe Amari che, da allora vescovo di Cremona, mi ha ordinato prete e di cui sono stato segretario e mons. Giovanni Volta, con cui ho strettamente collaborato come assistente spirituale negli anni di ministero dell’Università Cattolica di Milano. Ho avuto la fortuna, ma sarebbe meglio dire la grazia, non solo di condividere il suo appassionato ed instancabile ministero in università, ma di vivere a stretto contatto quotidiano con lui. Infatti abitavamo nello stesso appartamento, quello assegnato all’assistente generale in via Lanzone,

con la indimenticabile sorella Emilia, che ci accudiva con la sua materna attenzione e disponibilità … e con le sue abili doti di cuoca. Pregavamo insieme all’inizio e alla conclusione di ogni giornata, condividevamo la stessa tavola, soprattutto nel dopocena ci intrattenevamo sino a tarda ora a confrontarci sui tanti aspetti della pastorale universitaria, aiutati dalla rassegna stampa a nostra disposizione, anche sui tanti temi ecclesiali, sociali e politici di allora. Ho potuto godere della presenza di grandi persone, spesso ospiti nella nostra casa, come il prof. Lazzati.

Quanti ricordi fissati indelebilmente nella mia memoria e nel mio cuore!

Cosa mi colpiva di lui? La sua grande onestà intellettuale, e non solo …, la sua vita di preghiera che alimentava la passione teologica e la cultura di cui era dotato, la sua capacità di sdrammatizzare anche le situazioni e gli stati d’animo più complicati, il suo equilibrio e la sua saggezza, la sua vicinanza mai sdolcinata ma forte alle persone, la sua schiettezza che andava diritto ai problemi, senza giri di parole, la sua innata capacità di dialogo che metteva gli interlocutori a proprio agio.

Anche dopo la mia esperienza in università mons. Volta mi ha seguito con la sua attenzione paterna, non facendomi mai mancare lettere e telefonate. Ogni occasione di incontro o a Pavia, o nelle comunità in cui sono stato parroco, o nella casa ospitale di Gazoldo era motivo di gioia e un tassello nel grande mosaico di un rapporto mai interrotto per oltre trent’anni.

Questo è quanto volevo trasmettere, se pur in maniera riduttiva e riassuntiva, con gratitudine nei confronti di un uomo saggio, di un amico insostituibile, di un sacerdote fedele, di un vescovo profondamente pastore!

Don Stefano Moruzzi

Cremona, 28 – 07 - 2015