A. 11.2. Auguri a don Stefano Moruzzi. Pv 2000

Per il venticinquesimo di ordinazione di

don Stefano Moruzzi

(25-6-2000)

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UN AUGURIO, RICORDANDO IL PASSATO E GUARDANDO ALL’AVVENIRE

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Con gioia partecipo alla vostra festa per il venticinquesimo di ordinazione presbiterale di don Stefano Moruzzi sia perché il sacerdozio è un grande dono di Dio fatto agli uomini, e non soltanto all’interessato, e perciò vi sono debitrici di bene tante persone, sia perché con il festeggiato ho condiviso per alcuni anni l’attività pastorale tra gli studenti dell’Università Cattolica. Un tempo di lavoro appassionato per molti giovani.

Poi la vita e l’obbedienza ci ha portato ad assumere impegni pastorali diversi, ma sempre per la stessa Chiesa di Gesù Cristo. Un cammino in cui la memoria delle esperienze svolte continua ad alimentare ed arricchire la nostra vita sacerdotale.

Ciascuno di noi preti, pur nella stessa fondamentale vocazione sacerdotale, porta dentro di sé mille aspirazioni apostoliche. Ricordate i desideri di santa Teresa del Bambin Gesù? Essa sognava la disciplina e il raccoglimento della clausura e nello stesso tempo di poter andare in missione per annunciare il vangelo ai pagani; avrebbe voluto servire tanta gente e nello stesso tempo morire martire.

La vita però ci riserva sempre solo un frammento in cui esprimere i nostri sogni, le nostre aspirazioni, la nostra genialità, il nostro lavoro, per cui viviamo in una costante sproporzione tra i nostri desideri e le loro realizzazioni. Non è tuttavia lo spazio in cui operiamo che valorizza la nostra esistenza, ma il cuore e la testa con cui la sappiamo gestire ed animare.

E don Stefano ancor oggi, penso, vive questa tensione nella vostra comunità, questa ricchezza interiore che tracima e aiuta voi di Martignana a tenere aperti i vostri orizzonti umani e cristiani e a considerare la fede non come un’appendice della vita, ma qual è, la sua anima.

Mi unisco per questo a voi nel ringraziamento a Dio e nell’augurio fraterno a don Stefano perché il suo sacerdozio sia di aiuto a molti.

+ Giovanni Volta

Pavia, 18 maggio 2000