B. 06.2. I sacerdoti lo ricordano. Il Ticino 10-02-2012. Don Giulio Lunati

 I sacerdoti lo ricordano, Il Ticino, 10-02-2012, p. 6

.............

Amava la “Cattedrale della natura"

.........

Don Giulio Lunati

(parroco di San Michele Maggiore)

..........

 

Conobbi il caro mons. Volta poco dopo la sua elezione a vescovo, come relatore del campo giovani dell'Azione cattolica al Tonale; all'epoca stavo maturando, ma ancora in segreto, la scelta della vocazione sacerdotale.

Fu questa la prima settimana alpina condivisa con lui, cui ne seguirono molte altre: le "Settimane Teologiche" per universitari, cui partecipai dapprima come studente e in seguito come organizzatore, negli anni in cui mons. Volta mi incaricò della pastorale universitaria.

Egli amava tantissimo stare con i giovani per ragionare con loro della fede; ci teneva che l'esperienza fosse ricca di contenuti e sostanziosa.

Non di meno amava le escursioni a cima Presena, nelle quali rivelava un fisico e un passo invidiabile. Ci piaceva vederlo deporre le insegne episcopali per indossare la tenuta da montagna. Era sempre molto toccante celebrare l'Eucaristia in alta quota, dov'egli non mancava di farci ammirare la bellezza della Cattedrale della natura, fatta di rocce, sole e cielo.

Nel tornare, lungo il sentiero, ci esortava ad un momento di silenzio, perché la gioia condivisa potesse mettere radici nel cuore.

La sera stava volentieri con noi a cantare canti di montagna, di cui sovente era la voce trainante.

Anche negli anni in cui l'esperienza delle settimane teologiche andò affievolendosi, non volle mai "mollare". Da vescovo emerito mi mandò una foto da una montagna differente, ma ancora circondato da studenti, con una strizzatina d'occhio come a dirmi: non perdo l'entusiasmo!

Le foto ricordo: ci teneva tantissimo, per ricordare; le annotava con precisione e le faceva avere ai partecipanti.

Negli ultimi anni ebbi la gioia di poterlo accogliere da parroco in occasione

delle Cresime: mi stupivo della sua immutata freschezza, parlava ai ragazzi come un nonno lucido e in gran forma.

L'ultima volta venne lo scorso Maggio: fece il viaggio di ritorno verso Mantova scortato da Tino e Paolo, e il giorno dopo non mancò di telefonarmi per sapere se erano arrivati a casa bene.

La sua attenzione alle persone non venne mai meno: ancora pochi giorni prima di ammalarsi ci incontrammo in Carmine, durante una messa funebre cui aveva partecipato, passando mi vide e anche se era di fretta si fermò per informarsi della mia salute, poiché sapeva che avevo avuto qualche problema.

Mons. Volta mi ha accompagnato con affetto paterno nel mio cammino per più di metà della mia vita, ed ora voglio dirgli: grazie, don Giovanni! Ora che vivi nell'Eterno continua a vegliare su di me, su di noi, sulla Chiesa di Pavia che hai servito con amore per tanto tempo!

 Don Giulio Lunati